you reporter

Il caso

“Responsabilità oltre ogni limite”

Indagato con Piva per la relazione mancante relativa a un cittadino preso in carico

“Responsabilità oltre ogni limite”

“Sono sereno e nemmeno minimamente preoccupato. Si parla di atti gestionali che non dovrebbero nemmeno essere in capo alla responsabilità del sindaco”.

Massimo Bergamin allarga le braccia. L’avviso di conclusione delle indagini per una relazione mai presentata e relativa a un cittadino preso in carico dal Comune (formalmente è il sindaco che diventa tutore delle persone interdette), lo costringe a difendersi per atti che a suo parere “non dovrebbero essere nemmeno in capo a un sindaco. Si tratta di atti gestionali e ci sono tante incombenze per un amministratore, soprattutto di un comune così grande. Qualcosa può sfuggire”.

E aggiunge: “Ovviamente mi difenderò ho un avvocato di fiducia. Non comprendo perché la cosa abbia riguardato me e Piva, ma non il periodo di interregno del commissario prefettizio”.

Nel mirino della Procura della Repubblica è finito insieme a Massmo Bergamin anche Bruno Piva. Le indagini a loro carico sono finite, ma i due non sono al momento imputati. “Sono sereno - ripete il sindaco Massimo Bergamin - e produrrò gli atti che servirà produrre. Certo è una cosa che di fatto non sta nè in cielo nè in terra. Sono quelle situazioni in cui anche altri colleghi sono incappati finisci in un ingranaggio assurdo”. E ripete: “Ci sono atti che non dovrebbero nemmeno essere in capo ai sindaci”.

All’indomani dell’avviso di garanzia che in forma sulla chiusura delle indagini, anche Bruno Piva ha commentato serenamente la vicenda: “Ho fatto l’anestesista per una vita. Il rischio ha sempre fatto parte del mio mestiere. Ma subire un’indagine per una cosa del genere ti dà molto da pensare. Devo dire che, alla luce di tutto questo, essermi liberato del peso della fascia tricolore sulle spalle è stata quasi una fortuna”.

Tutto ruota attorno al caso di un cittadino rodigino in difficoltà, per il quale il sindaco - in quanto tale - era stato nominato amministratore di sostegno. Tramite questo istituto, stabilito dal tribunale, al primo cittadino vengono assegnati i beni della persona messa sotto tutela: sta a lui amministrarli e provvedere al sostentamento e ai bisogni della persona a lui affidata.

Ogni anno, però, l’amministratore di sostegno deve presentare al tribunale una relazione in cui spiega cos’ha fatto per la persona a lui affidata e come ne ha gestito il patrimonio. Una specie di bilancio. Che evidentemente il giudice non ha mai ricevuto. E così, la procura ha indagato Piva e Bergamin, per gli anni di propria competenza (Piva è stato sindaco fino al luglio 2014, Bergamin dal giugno 2015) per omissione di atti d’ufficio.

Tuttavia, oltre all’informazione di garanzia e al peso di pagare avvocati per la difesa di un caso limite, il sindaco Massimo Bergamin e l’ex collega Bruno Piva hanno anche incassato la solidarietà di tanti sindaci polesani, che oltre a conoscere la fatica di essere amministratori di sostegno (li vediamo spesso in tribunale a Rovigo), sono anche a rischio per qualsiasi atto che sfugga per gli stessi ingranaggi amministrativi, al primo cittadino. Che è diventato un mestiere per impavidi.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



GLI SPECIALI

Speciali: energia
speciali : meraviglie del delta

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl