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Il caso

L'ex prefetto di Rovigo indagato per depistaggio

Francesco Provolo, ex prefetto di Rovigo poi trasferito a Pescara, indagato per frode e depistaggio dopo la tragedia di Rigopiano

Francesco Provolo

Francesco Provolo, ora Prefetto di Pescara

L’ex prefetto di Rovigo Francesco Provolo è indagato, insieme ad altri sei esponenti della prefettura di Pescara, dove aveva preso poi servizio, con le accuse di frode in processo penale e depistaggio, in un nuovo fascicolo collegato all'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola. L'ipotesi della Procura è relativa all'occultamento del brogliaccio contenente le segnalazioni del 18 gennaio scorso, per nascondere la chiamata effettuata alle 11.38 al centro coordinamento soccorsi, dal cameriere Gabriele D’Angelo, poi deceduto nella tragedia. 

L'indagine è guidata dal procuratore capo della Repubblica di Pescara, Massimiliano Serpi, e dal sostituto procuratore Andrea Papalia, con i Carabinieri Forestali di Pescara guidati dal tenente colonnello Annamaria Angelozzi. Tra gli indagati l’ex prefetto Francesco Provolo, appunto, e i due viceprefetti distaccati Salvatore Angieri e Sergio Mazzia. Con loro i dirigenti Ida De Cesaris, Giancarlo Verzella, Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva. Salvatore Angieri oggi è l’attuale vicario del Prefetto di Macerata, mentre Mazzia è il vicario del Prefetto di Crotone.

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