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OUTLET A OCCHIOBELLO

Investitori canadesi, nuove aperture e piano di rilancio

Ieri vertice a Roma, oggi passaggio in assemblea dei soci. Annunciati gli arrivi di Modah e di Pasta Bar Delitaly

Outlet, il Canada ultima speranza

L'oulet di Occhiobello, dove sventola già la bandiera canadese

Potremmo essere alla fine, lieta, di una storia tormentata e lunga: quella dell'outlet di Occhiobello. Aperto in sordina, mai entrato a pieno regime, arrivato vicino al fallimento, ma che ora potrebbe essere salvato da una cordata di investitori anglocanadesi. Non a caso, la bandiera con la foglia d'acero sventola ormai da settimane all'esterno della grande struttura vicino all'uscita dell'autostrada. Certezze granitiche ancora non ce ne sono, ma il percorso appare ormai piuttosto indirizzato, dopo la firma del contratto preliminare tra la società di riferimento per l'outlet e la cordata straniera, avvenuta alla fine del dicembre scorso.

Negli ultimi giorni, poi, l'accelerazione. Nella giornata di mercoledì 13 marzo un incontro a Roma tra l'amministratore unico Gianluca Galli e tre dei principali investitori. La speranza era di poterli poi portare in Polesine, nella giornata di giovedì 14 marzo, ma non è stato possibile. Non per intoppi o per problemi particolari che, anzi, non paiono proprio esserci, ma per i molteplici impegni degli imprenditori. Nel corso dell'assemblea dei soci di giovedì 14, poi, è stato fatto un rapido aggiornamento, confermando i progressi fatti. 

Una nota della società, inoltre, annuncia due nuove imminenti aperture: quella della catena di abbigliamento e accessori Modah e quella del locale Pasta Bar Delitaly. Altre dovrebbero essere poi presentate a breve. Un aspetto, quello delle aperture, determinante, dal momento che uno dei problemi, sin da subito segnalati, era stato proprio il fatto che, a fronte della grande estensione dell'area dell'outlet, ben pochi degli immobili destinati a locali ed esercizi commerciali fossero occupati.

 Inoltre, sempre a breve verrà presentato il piano di rilancio, fondato proprio sull'ingresso degli investitori anglocanadesi. Il periodo peggiore, insomma, quello che aveva portato anche alla richiesta di un concordato prenotativo, per evitare il fallimento, in attesa di definire le strategie per rilanciare la struttura, pare ormai davvero essere alle spalle.

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