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Adria

"Non c'è solo il punto nascite da salvare"

L'appello ad una unità di intenti del Movimento cinque stelle adriese

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L'ospedale di Adria

"Tra le varie dichiarazioni intercorse in questi giorni e le diverse interpretazioni che ne sono seguite in relazione all'approvazione delle nuove schede ospedaliere prima e delle 'linee essenziali' dopo, ora con il comunicato stampa datato 13 marzo 2019 il governatore Zaia rende pubblico, almeno in parte, il destino decretato per uno dei servizi a rischio del nostro nosocomio adriese: il punto nascite", così il Movimento Cinque stelle di Adria.

"Dopo la presa di posizione del Ministro della salute, Giulia Grillo, di voler rimodulare nell’ambito del Patto della Salute, di concerto con le Regioni e il Comitato percorso nascita nazionale, tutti i punti nascita a livello nazionale, scelta dovuta anche alle evidenti situazioni territoriali caratterizzate da particolare disagio orografico, sapevamo che l’attesa di conferma non sarebbe avvenuta, almeno nel breve termine. C’è un altro aspetto che riguarda il punto nascite di Adria, aspetto che non può essere sottovalutato e nemmeno rimodulato: di fatto, dal 1 di ottobre 2016, il Distretto n. 2 di Adria ha perso l’Apicalità, ovvero il primariato: il dottor Enrico di Mambro, è il nuovo Direttore dell’Unità operativa complessa del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Rovigo e Trecenta, il quale offre, quando possibile, una collaborazione anche presso il servizio di Adria. Un problema, quello dei servizi socio-sanitari, legati non solo al punto nascite ma ad altri servizi quale il Dipartimento di chirurgia, in cui sono aggregate l’unità operativa di ortopedia, le sale operatorie, il Day Surgery con le relative attività di urologia, oculistica e ORL. In attesa che le schede ospedaliere vengano presentate in V Commissione regionale, Organo legislativo in cui si decreterà definitivamente ciò che verrà assegnato ad ogni Distretto, anche attraverso le rimostranze di rappresentanze sia interne che esterne al Consiglio stesso,a livello locale siamo pronti ad una concreta ed effettiva, oltre che necessaria collaborazione e ad una condivisione di intenti tra tutte le forze politiche con l’intenzione di lottare per mantenere tutti i servizi che da sempre hanno caratterizzato il nostro territorio? Questa amministrazione è disposta veramente a spingere verso una collaborazione pensando al bene della collettività?".

"Un primo passo è stato fatto, è stato istituito un tavolo tecnico e chiesto la partecipazione non solo delle forze politiche presenti dentro e fuori dal Consiglio Comunale ma bensì sono state invitate varie Associazioni, le organizzazioni sindacali dell’area di comparto e medica e il Comitato locale presieduto dal noto Sig. Naccari, con l’intenzione finale di stilare ognuno delle relazioni e formulare, attraverso un’analisi comune, un “documento congiunto” da inviare alla Regione".

"Dispiace che delle relazioni e interventi che sono stati presentati all’interno dei tavoli tecnici, l’unica di cui si è tenuto conto senza alcuna possibilità di replica, sia quella del “Comitato”, un vero copia e incolla del loro "manifesto”, realizzato a fine dicembre 2017 , in collaborazione con “ alcune forze politiche” e inviato senza preavviso al Comitato dell'Ulss 5. Nonostante tutto, noi del  M5S di Adria rimaniamo fiduciosi  sperando che tutta la collettività venga resa partecipe in questa fase delicata che ci accomuna da un unico obbiettivo: tutelare il diritto alla salute, difendendo con tutta la nostra forza i servizi socio sanitari del nostro territorio".

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