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TRIBUNALE

“L’ha maltrattato. E lui è morto”

La pesantissima accusa a carico della mamma del piccolo spentosi nel 2016 in ospedale

“L’ha maltrattato. E lui è morto”

Il piccolo fu portato al pronto soccorso, ma non fu possibile salvarlo

La morte del bimbo risale al 13 gennaio del 2016, in ospedale a Rovigo. Il neonato era stato trasportato qui, secondo le prime ricostruzioni dei fatti, dopo che la madre, disperata, aveva chiesto l’intervento del Suem nell’abitazione di Rovigo. Aveva atteso i soccorsi in strada, in lacrime. Il bimbo non ce l’aveva fatta. La ricostruzione iniziale, che parlava di una caduta accidentale dal seggiolone, col procedere dei riscontri aveva però lasciato molte perplessità.

In primo luogo perché le lesioni non sembravano compatibili solo con una caduta accidentale. E poi - soprattutto - perché non sarebbe stata la prima volta che il piccolo veniva portato in ospedale con questo genere di problemi.

Le indagini della Procura, infatti, avrebbero trovato sul corpo del bambino segni di traumi precedenti. Inizialmente, erano stati indagati entrambi i giovani genitori, 28 anni la madre, casalinga, 31 il padre, dipendente molto stimato di un notissimi ristorante del centro di Rovigo. Ristorante dove la vicenda venne seguita - all’epoca - con grandissima apprensione e profondo dolore.

Al momento della chiusura delle indagini preliminari, però, per il secondo era stata chiesta l’archiviazione, mentre per la madre erano state formulate le contestazioni. Ora, si è arrivati all’udienza preliminare, che è stata fissata per il prossimo 20 marzo, di fronte al giudice del Tribunale di Rovigo.

L’ipotesi di reato formulata nei confronti della giovane madre dal sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo, che ha ereditato il fascicolo al momento del suo arrivo a Rovigo, è quella di maltrattamenti.

Maltrattamenti che, in questo caso, avrebbero avuto un esito mortale. In particolare, si parla di violenti e ripetuti scossoni che sarebbero stati inferti al neonato. Forse per faro smettere di piangere (ma su questo particolare, di cui molto si scrisse all’epoca, non ci sono state ulteriori conferme.

A difendere la madre, l’avvocato Elena Gagliardo del foro di Rovigo, che dovrà decidere se discutere l’udienza preliminare, con l’eventualità in caso di rinvio a giudizio di affrontare un dibattimento in Assise, o se domandare invece riti alternativi, con la prospettiva di potere usufruire di uno sconto di pena.

E’ definitivamente uscito di scena, invece, il padre del piccolo, difeso dall’avvocato Massimiliano Lain.

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