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ZES

Una firma per 26mila posti di lavoro

I sindaci a Venezia per chiedere l'istituzione della Zona economica

Una firma per 26mila posti di lavoro

Foto di gruppo dei sindaci e delle autorità presenti a Venezia

OCCHIOBELLO - “Coesione fra sindaci e istituzioni affinché un progetto socio economico vasto possa, in breve tempo, portare investimenti e nuovo sviluppo”. Il sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni ha firmato oggi, a Ca' Farsetti a Venezia, assieme ad altri quindici sindaci polesani, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, a Confindustria di Venezia e Rovigo, ai prefetti di Rovigo e Venezia, associazioni di categoria, presidenti delle due Province, e alla presenza dell’assessore regionale Corazzari, una lettera di intenti che invita il Governo ad avviare, entro il 31 dicembre di quest’anno, il procedimento per l’istituzione di una Zes (zona economica speciale) comprendente il territorio dei Comuni sottoscrittori.

Il documento, inoltre, chiede che sia modificato il decreto legge 91/2017 con la possibilità di costituire delle Zes, e i relativi benefici attuali e futuri, anche nelle aree del nord Italia incluse nella carta europea degli aiuti di Stato. La legge italiana, al momento, consente le Zes soltanto per le regioni del sud Italia. “I numeri, elaborati da Confindustria, che si prospettano in termini di agevolazioni e supporti economici alle aziende, sono molto interessanti – aggiunge il sindaco - sono stimati 385 ettari a destinazione produttiva su cui attrarre risorse e incentivare investimenti di impresa”.

“Dove le Zes sono attive – spiega il sindaco – come in Polonia che ne ospita 14, gli investimenti sono arrivati, i posti di lavoro anche, oltre a una crescita del Pil del 27% in sette anni”. La previsione, qualora potesse essere riconosciuta la Zes, è di un potenziamento del tessuto di piccole e medie imprese presenti nel territorio, sviluppo ulteriore dei distretti (sono quattro quelli presenti: vetro, calzatura, ittico e giostra), espansione delle filiere della cantieristica, dell'agroalimentare, dell'automotive e dell'aerospaziale, incremento delle attività legate alla logistica, alla chimica verde, alla cyber economy.

“La premura che stiamo manifestando – conclude il sindaco – è dovuta alla scadenza del 2020 e alla conseguente revisione della mappatura da parte della Commissione europea che potrebbero comportare la perdita di un’occasione per la riqualificazione di aree in crisi”. “Doveroso ringraziare Confindustria per la proposta e per la opportuna fusione con Venezia che oggi ci consente un panorama che non avremmo avuto”.

I Comuni sottoscrittori della lettera di intenti sono: Venezia, Polesella, Canaro, Occhiobello, Fiesso Umbertiano, Stienta, Gaiba, Bagnolo di Po, Trecenta, Ficarolo, Salara, Calto, Ceneselli, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Melara e Bergantino. Le stime, in termini di posti di lavoro, parlano di un totale nell'ordine dei 26mila.

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