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ROVIGO

Sanità in carcere, "Ora Polesine primo in Europa"

Grazie all'inaugurazione della nuova sezione di assistenza intensiva fisiatrica per i detenuti. Anche degli altri ospedali veneti

Un servizio che per il Polesine equivale senza alcun dubbio a un primato italiano, con ogni probabilità anche europeo.

Il nuovo carcere di Rovigo da oggi ospita la prima sezione di assistenza riabilitativa per i detenuti degli istituti penitenziari del Veneto che necessitano di trattamenti fisiatrici per patologie ortopediche. L'assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin e il sottosegretario di Stato per la Giustizia Jacopo Morrone, insieme al Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, al provveditore regionale Enrico Sbriglia e al direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, hanno inaugurato la nuova sezione di assistenza intensiva all'interno del complesso penitenziario, che sorge a poca distanza dalla cittadella sanitaria.

La sezione, nella quale presteranno servizio un medico fisiatra e due fisioterapisti del servizio sanitario regionale, è attrezzata per accogliere detenuti con patologie ortopediche e per fornire cure fisiatriche e riabilitative ambulatoriali  fino a 15 utenti al giorno. E' stata messa in campo la migliore tecnologia possibile.

La nuova struttura specializzata della sanità penitenziaria regionale consentirà di rispondere in modo appropriato ai bisogni di riabilitazione fisiatrica degli oltre duemila detenuti nei nove istituti penitenziari del Veneto, evitando i disagi e i costi delle traduzioni delle persone recluse presso strutture ambulatoriali esterne al carcere, con effetti positivi anche sulle liste di attesa dei cittadini veneti.

"In questo modo - ha infatti sottolineato Mazzeo - si risolve anche, in parte, il problema della movimentazione dei detenuti verso gli ospedali". "Penso che in questo modo - ha invece detto Sbriglia - si dia piena attuazione all'enunciato dell'articolo 32 della Costituzione, che garantisce il diritto alla salute. Neppure in Europa abbiamo un'altra struttura di questo livello". 

"Due anni fa - ha detto Compostella - avevamo inaugurato un'area degenze per detenuti in carcere, con un occhio alla funzionalità e al rispetto dei diritti e della dignità della persona. Oggi una seconda tappa di questo percorso, con un'area che per spazi, caratteristiche e tecnologia moderna è all'avanguardia".

"Questo è un vero e proprio fiore all'occhiello, che dimostra come ci vada sempre più verso servizi di qualità - ha detto Lanzarin - Ancora una volta, in questo modo, ribadiamo come per noi non esistano pazienti di serie A o serie B, così come non esistono cittadini di serie A o serie B".

"Non era scontato un impegno di questo tipo da parte della Regione del Veneto - ha invece detto Basentini - soprattutto in un momento in cui non mancano i problemi legati all'assistenza sanitaria. Oggi diamo una risposta importante alla popolazione carceraria, che ha esigenze e problemi propri e merita garanzie prestazionali".

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