you reporter

Ambiente

Il Pfas inquina il Po, allarme nel Delta

L'inquinante, di nuova generazione, è stato riscontrato nelle acque superficiali del Grande fiume a Corbola.

Il Pfas inquina il Po, allarme nel Delta

 Allarme Pfas nel Po. A comunicarlo è la Regione Veneto: l'Arpav ha infatti comunicato agli uffici del commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione civile in conseguenza della contaminazione da Pfas che l'inquinante è stato riscontrato nelle acque superficiali del Po a Corbola.

“La settimana scorsa -  si legge nella nota - Arpav ha ricontrollato e verificato altri tre punti nel fiume. La ricerca è stata estesa ad un nuovo composto C6O4 ad alcuni punti di acqua superficiali collocati in punti di attingimento idropotabile. L’inquinante emergente in questione era in passato stato ritrovato nelle acque contaminate nei pressi dello stabilimento della Miteni, che lo utilizzava nel processo produttivo a sostituzione dei Pfas tradizionali. Ma si è ritenuto di ricercarlo nell’ambiente per verificare la presenza da altre possibili fonti".

A marzo, dunque, "è stata riscontrata una positività nei pressi della stazione di acque superficiali sul fiume Po in località Corbola con la determinazione di un quantitativo di alcune decine di nanogrammi litro. Il campionamento è stato ripetuto il 2 aprile scorso, confermando il ritrovamento sia nella stazione già campionata che a monte e a valle della stessa".

Considerato che, data l’ubicazione dei punti di campionamento, risulti pressoché impossibile che derivi dal sito inquinato nell’area dell’azienda Miteni, il composto quasi sicuramente deriva dalle regioni del bacino padano a monte idraulico delle prese in cui è stata ritrovata la sostanza con una concentrazione di circa 80 nanogrammi/litro.

"Una sostanza così poco utilizzata e di nuova generazione per essere riscontrata in queste quantità nel fiume più grande d’Italia fa supporre che si possano trovare a monte fonti di inquinamento importanti", dicono dall'Arpav. 

Non essendovi limiti europei e nazionali, per motivi precauzionali il gestore della rete idropotabile Acquevenete ha già ordinato nuove batterie di filtri.

“Questa è la conferma che la questione Pfas - dice Luca Zaia - è un tema che interessa tutto il Paese, ed è una primaria questione ambientale nazionale. Per questo motivo è necessario che il governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero. Invitiamo, quindi, il Ministero dell’Ambiente a muoversi sulla linea già tracciata dalla nostra Regione, agendo il più rapidamente possibile”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



GLI SPECIALI

speciali : L'oro dell'Adriatico
Speciali: la foto di classe

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl