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ROVIGO

"Perdiamo scioccamente centinaia di turisti"

Silvia Menon: "Vanno intercettati e condotti alla scoperta della città"

"Perdiamo scioccamente centinaia di turisti"

"Centinaia di turisti ci passano sotto al naso e non ce ne stiamo accorgendo. Vanno intercettati per far scoprire la nostra città". Lo spiega Silvia Menon, candidata sindaco, che intende fare del turismo una delle proprie battaglie.

"Due motonavi a settimana - prosegue - da Mantova verso Venezia si fermano a Zelo e decine di turisti stranieri vengono fatti scendere e portati a Ferrara in pullman. Alle agenzie che offrono questi viaggi va proposta invece la vista del capoluogo polesano, sono flussi da intercettare che passano per la provincia a caccia di cultura, paesaggio, storia e natura. Dentro ciò che resta delle antiche mura di Rovigo, e nella sua periferia, tra Adige e Po, si agita l’identità sepolta di una comunità di cittadini che ora sa di aver voce in abbondanza per iniziare a raccontarsi al mondo".

"Un’attrazione sarebbe l’apertura della Torre Donà con la sua vista panoramica. Ma a che punto siamo? Sarebbe un peccato che i ritardi mettessero a rischio il finanziamento del Gal. La nostra idea di città verde e ricca di piste ciclabili si sposa con il concetto di turismo slow che si addice alla provincia. Abbiamo la fortuna che il mega progetto di pista ciclabile da Torino a Venezia, passerà per Polesella"

"Nell’attesa dobbiamo fare la nostra parte. Da fiume a fiume: è la narrazione delle vie d’acqua, attraverso la realizzazione di piste pedonali e ciclabili di collegamento tra i fiumi, l’Adige e il Po, arricchite lungo tutto il percorso da installazioni o da opere d’arte che parlano dell’acqua come elemento identificativo. La nostra proposta culturale parte da una forte consapevolezza identitaria: 140 chilometri è la distanza tra i due punti più estremi del Polesine. Nel centro Rovigo con la sua storia millenaria. L’archeologia, il castello medioevale, le mura, la presenza della Repubblica veneta, la dominazione austriaca, il Risorgimento, il Novecento".

"Tutto si svolge lungo il corso di un piccolo fiume, oggi scomparso per una scelta sbagliata di rimozione consapevole, l’Adigetto. Tutto accade tra i due giganti d’Italia i fiumi Adige da una parte e più lontano il Po. È il fiume, la sua acqua, il paesaggio che disegna intorno, l’elemento identitario di questo gioiello di città. L’acqua come via di comunicazione, opportunità di scambio commerciale, apertura al mare. L’acqua grande alleato per la  sviluppo e la vita di intere civiltà, ma anche, in alcuni momenti storici, grande nemico. Rovigo ed il Polesine è anche tempio di tradizione sportiva legata al rugby che con i suoi atleti ha saputo far parlare il mondo intero di sé". 

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