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CORBOLA

Allarme esche avvelenate: "messe per nutrie, uccidono cani, gatti e selvatici"

Un sos dopo il ritrovamento di grandi quantità di bocconi tossici disseminati in campagna

"Per eliminare le nutrie ammazzano la fauna selvatica e gli animali domestici dei vicini". A lanciare l'allarme Emanuela Casalicchio e Luca Gianni Moretto.

"Era già successo - proseguono - nel febbraio 2017 ad Arquà Polesine e più recentemente, nell’agosto scorso a Nogara, nella Bassa veronese. Ora la criminale idiozia torna in Polesine, proprio in questi giorni, nella zona di Corbola nell’area rurale tra via Sabbioni e via Linea. La scena è la stessa di sempre: bocconi avvelenati, intrisi di Warfarin, o altri farmaci cumarinici spesso associati ad altri principi attivi in grado di pontenziarne l’effetto anticoagulante, seminati lungo gli argini, un cocktail assassino che lungi dall’essere una risoluzione, mette a rischio l’incolumità di tante specie selvatiche".

"Anche le conseguenze sono quelle di sempre, carcasse trascinate dalla lenta corrente degli scoli e dei collettori, che diventano esse stesse mortali insidie itineranti per i predatori autoctoni. Ma ancora più subdola e odiosa è la minaccia a cui sono sottoposti gli animali domestici: cani a passeggio, gatti a zonzo secondo consuetudine; senza contare che spesso sono gli uccelli a recapitare involontariamente a domicilio le esche mortali anche a chilometri di distanza".

"Occorre segnalare la nuova insorgenza di un rischio imprevedibile a fronte della tiepida sensibilità delle agenzie preposte a cui spetterebbe in realtà una più attenta vigilanza e dalle quali è giusto esigere maggiore sensibilità al problema. Sì, perché di un problema si tratta e non è affatto nuovo. Un problema culturale oltre che legale; infatti se è pur vero che le nutrie rappresentano nelle nostre zone un elemento dannoso e privo di fattori di controllo naturali; la legislazione che ne ha sancito lo status di elemento nocivo ha tuttavia ben definito i margini delle azioni lecite di controllo e repressione e i piani di eliminazione delle nutrie prevedono solo la cattura con trappole o l'eliminazione con armi da fuoco, non però l'avvelenamento, che per contro è un reato che numerosi articoli del nostro codice penale definiscono e sanzionano senza possibilità di equivoco".

"È appena il caso di citare l’ordinanza vigente 25 giugno 2018 del Ministro della Salute, che prorogando l’efficacia delle misure già previste da analoghi provvedimenti del 2016 e del 2017 sottolinea come Con l'adozione delle precedenti ordinanze in materia si è ottenuto un maggior controllo del fenomeno con una significativa riduzione dell'incidenza degli episodi di avvelenamento e con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi. Tuttavia il fenomeno non è stato eliminato ed infatti continuano a verificarsi numerosi episodi, accertati da approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali territorialmente competenti, di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente    disseminati nell'ambiente".

"All’obiezione delle immancabili anime belle che si tratti dopo tutto di comportamenti ascrivibili alla categoria dei reati minori, ci pare il caso di opporre una valutazione alternativa ovvero che talvolta proprio questi ultimi, destano maggiori preoccupazioni nel cittadino e offendono la sua sensibilità, per la loro intrinseca banalità. Crimini di facile realizzazione (si consideri la facilità con la quale sono reperibili le sostanze tossiche usualmente utilizzate per confezionare le esche presso negozi di giardinaggio di bricolage o supermercati) generati da comportamenti vili e pericolosi, messi in atto da individui che accettano il rischio potenziale che le conseguenze delle loro azioni possano colpire indistintamente chiunque".

"Ora qualcuno è tornato alla carica a tutela dei propri egoistici interessi senza cura alcuna per le possibili conseguenze ed ignorando del tutto il fatto che mai, nelle precedenti analoghe situazioni, il ricorso ai bocconi avvelenati abbia sortito gli esiti desiderati. Lo scopo di questa comunicazione è eminentemente questo: diffondere la notizia, creare consapevolezza, fattori che da un lato riducono l’entità del rischio, dall’altro erodono l’arrogante e insensata sensazione di impunibilità nei responsabili di tali condotte, ancor più odiose in quanto messe in atto da membri della nostra stessa comunità, magari vicini di casa, magari amici".

"Non ultimo è poi l’auspicio che il comune di Corbola, in capo al quale ricade ogni competenza, decida in tempi rapidi di intervenire con strumenti efficaci, mettendo in atto tutte le sinergie necessarie per porre in sicurezza l’area, neutralizzando il pericolo per incolumità pubblica".

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