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CHOC A CAVARZERE

“Addio campione, mancherai”. Dolore e un giallo

La tesi del suicidio non convince appieno. “Era un lottatore, insegnava a trovare la forza”

“Addio campione”. Dolore e un giallo

Lorenzo Major, 48 anni, in uno dei suoi successi

E’ un giallo ancora lontano dalla soluzione, la morte di Lorenzo Major, 48 anni, il campione paralimpico di Cavarzere trovato morto in un posteggio a Viareggio (LEGGI ARTICOLO). La prima ipotesi pareva quella di un suicidio con un colpo di pistola, una calibro 22, ma una prima ispezione non avrebbe consentito di individuare con chiarezza la traiettoria e il punto di ingresso. Mentre ci sarebbero tracce di altri colpi finiti su edifici vicini. Al momento, nessun indizio di un reato a opera di altre persone, ma, per queste ragioni, appare difficile chiudere già il caso come suicidio acclarato.

Il ricordo di Lorenzo Major è ancora vivo in tutta la città cavarzerana, in quanto per tanto tempo aveva vissuto qui e aveva deciso di trasferirsi solo 10 anni fa, prima a Ferrara, poi a Forlì. La sua famiglia era particolarmente conosciuta in paese per la gentilezza e la rispettabilità. Lorenzo lascia due sorelle, una che abita a Cavarzere e l’altra a Vicenza, ma tanti sono gli amici che lo ricordano. Una persona che sapeva bene chi fosse è il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi, che fin da giovane lo aveva conosciuto. “Ricordo Lorenzo fin da quando ero giovane, abitavamo a soli 200 metri di distanza e so per certo che è sempre stato un bravo ragazzo. Ha avuto una carriera sportiva di tutto rispetto, riuscendo a fare la differenza e raggiungendo dei traguardi incredibili”.

“Nel 2002 - racconta - ci fu quel terribile incidente, nel quale perse l’uso delle gambe, ma proprio in quel momento non si arrese e decise di continuare il suo percorso da sportivo, gareggiando come paratleta di canoa, arrampicata e molto altro”.

“Qualche anno fa era stato premiato in consiglio comunale per i grandi risultati raggiunti e veniva costantemente nel nostro comune per trovare i propri genitori e le sue sorella. Era molto presente nelle scuole di tutta la provincia di Venezia e del Comune di Cavarzere insegnando ai ragazzi e bambini a non mollare mai, a essere sempre forti e cercare fino in fondo la propria forza interiore per superare le difficoltà. Mancherà a tutti. È una comunità intera che lo piange e che si stringe forte intorno alla sua famiglia, io non posso far altro che ricordarlo con il suo sorriso e la voglia di vivere che lo distingueva”.

48 anni, dal 2002 costretto in carrozzina a causa di un incidente stradale. Lorenzo non si è perso d’animo e da quel momento ha trasformato le sue difficoltà in ostacoli da superare. Ha saputo salire in canoa e tagliare traguardi importanti. È stato fondatore della prima squadra di basket in carrozzina. Lontano dal Canalbianco ha raggiunto incredibili risultati nell’arrampicata, diventando campione mondiale e uno dei più grandi di sempre a scalare con il solo aiuto delle braccia. Ultimamente era ritornato ad uno dei suoi antichi amori, la scherma, vestendo la maglia azzurra.

Toccante il ricordo di Andrea Donzelli, presidente di Asd Canoe Rovigo, e di Federico Simonetta, presidente del Gruppo Canoe Polesine. “Abbiamo amato tanto Lorenzo - dicono - e lo porteremo sempre nel cuore come un esempio di cui ispirarsi. Continueremo a raccontare di lui come di un grande uomo, un esploratore della vita come pochi, e accoglieremo sempre la sua famiglia, ed in particolare il suo bimbo, nella nostra famiglia sportiva”.

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