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La conferma ufficiale: l’ospedale di Adria è salvo

Nessun declassamento per l’ospedale adriese: lo conferma il direttore dell’Ulss Antonio Compostella che fa il punto sulle nuove schede ospedaliere adottate dalla giunta regionale

La conferma ufficiale: l’ospedale di Adria è salvo

La delibera non è ancora stata ufficializzata ma è solo una formalità: la giunta regionale ha adottato ieri le schede ospedaliere definitive. Ci sono alcune modifiche rispetto alla prima stesura e, secondo il direttore generale dell’Ulss, Antonio Compostella, si tratta di modifiche migliorative. Di certo il cambiamento più importante per la sanità polesana è la cancellazione del previsto declassamento dell’ospedale di Adria che rimane, a differenza di quanto scritto nella prima stesura, ospedale spoke.

“Sono soddisfatto delle nuove schede ospedaliere”, commenta il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella.  E, accompagnato dal resto della direzione e dai rappresentanti dei sindaci Michele Domeneghetti e Antonio Bombonato, illustra tutte le modifiche, ospedale per ospedale.

In generale l’Ulss 5 Polesana, esce dalla versione definitiva delle schede ospedaliere con 40 primari e 650 posti letto (nella prima stesura i posti letto erano gli stessi in numero ma distribuiti diversamente, ed erano previste due apicalità in meno).

Per quanto riguarda l’ospedale di Rovigo, con queste definitive schede ospedaliere rimane ospedale Hub con 30 apicalità e 374 posti letto invece di 29 primari e 360 posti letto della prima ipotesi di schede ospedaliere.  Arrivano nell’ospedale rodigino 24 posti letto di psichiatria che vengono centralizzati: prima erano stati centralizzati ad Adria ma ora a Rovigo (esistevano già ma erano 16 a Trecenta e 8 ad Adria nel passato). In queste nuove schede, tra l’altro, come spiega il direttore, per quanto riguarda psichiatria, insieme ad oculistica, viene previsto l’accesso diretto al pronto soccorso come avveniva solo per ostetricia e pediatria. A Rovigo viene ripristinato, a differenza della prima stesura delle schede, il primariato di neuroradiologia.

“Le novità sono malattie infettive (non era mai stata data autorizzazione anche se sulla carta esisteva) che non era coperta e neuropsichiatria infantile ospedaliera che non esisteva prima”, commenta il direttore.

Per quanto riguarda il San Luca di Trecenta le apicalità vengono confermate: restano 2 con 132 posti letto. “Aumentano i posti letto di area medica (58) e riabilitativa (50) mentre vengono ridotti quelli del materno infantile che non ci sono più e non ci sono i letti della psichiatria che vanno a Rovigo. Ripristinati anche i 4 posti letto di terapia intensiva cancellati nella prima versione. Trecenta rimane polo di riabilitazione e sede del centro di procreazione medicalmente assistita”, spiega il direttore.

“Le principali modifiche sono state apportate su Adria dove saranno 8 apicalità e 144 posti letto – continua Compostella  - La principale modifica è il mantenimento della classificazione dell’ospedale come ospedale spoke. Nessun declassamento. Vengono ripristinate l’apicalità di chirurgia generale e l’apicalità di urologia, tolta invece quella di otorino. E poi un’altra cosa fondamentale: nella prima stesura i 32 letti di area chirurgica erano classificati come letti in regime di week surgery e day surgery  mentre ora tornano in regime di degenza ordinaria. Ci saranno, inoltre, 10 posti letto di riabilitazione in più”.

Soddisfatti anche i due sindaci presenti: “Hanno ascoltato le nostre richieste. Ora però continueremo a combattere per ostetricia e ginecologia ad Adria”.

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