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Fratta Polesine

Giacomo Matteotti, insegnamento indelebile

A 95 anni dall'assassinio di Giacomo Matteotti, la celebrazione nel cimitero e nella Casa museo di Fratta Polesine

Sono passati 95 anni dalla sua morte, ma Giacomo Matteotti rappresenta ancora il simbolo dell’antifascismo e dell’Italia libera. Domenica 9 giugno mattina, nella Casa museo Matteotti, si sono tenute le celebrazioni per ricordare la morte del martire italiano per mano dei fascisti - era il 10 giugno 1924 - con una visita alla tomba del deputato socialista nel cimitero comunale di Fratta Polesine e a quella che fu la sua abitazione, oggi diventata, appunto, un museo.

La ricorrenza, organizzata dalla città di Fratta Polesine, ha visto il sindaco Giuseppe Tasso fare gli onori di casa. Presente il segretario nazionale del Partito socialista italiano, Vincenzo Maraio, come pure gli esponenti polesani del partito del garofano rosso, dal segretario provinciale Gianmario Scaramuzza a Giovanni Giribuola fino a Roberto Pugiotto e Gianni Nonnato. Hanno partecipato anche il presidente della provincia di Rovigo, Ivan Dall’Ara, e molti sindaci polesani: Claudio Gabrielli di Villamarzana, Daniele Panella di Bosaro, Gilberto Desiati di Villanva del Ghebbo, Antonio Laruccia di Trecenta, Luca Prando di Lusia. Inoltre la presenza di Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, in provincia di Padova.

Dopo l’omaggio alla tomba di Matteotti, il corteo, molto partecipato e con tanti cittadini bardati col Tricolore, si è spostato nella Casa museo per una visita nelle stanze dove visse Matteotti e l’area multimediale che racconta non solo la sua storia, ma quella dell’Italia di quegli anni. Al termine, il segretario nazionale del Psi, Maraio, ha parlato ai presenti ricordando il valore del Socialismo e quanto sia stato importante e decisivo l’operato di Giacomo Matteotti, che mantenne saldi i suoi principi in un’epoca durante la quale l’Italia si stava rialzando dalla tragica Grande guerra e stava per affrontare gli anni più difficili dalla sua nascita.

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