VOCE
IL CASO
19.06.2019 - 15:00
“Sarebbe meglio regalare pannolini e omogenizzati anziché bandiere. Non è così che si dà il benvenuto ai nuovi nati, si aiutano le loro famiglie né si forma un orgoglio di appartenenza. Certo, fosse un gesto della Lega per auspicare il riconoscimento della cittadinanza a tutti i nuovi arrivati, non potremmo che accoglierlo con favore. Ma deve esplicitarlo chiaramente, altrimenti è un atto di ipocrisia assoluta, un’amara presa in giro”. A dirlo i consiglieri del Partito Democratico Claudio Sinigaglia e Graziano Azzalin insieme alla vicecapogruppo Orietta Salemi, dopo che oggi la Prima commissione ha dato il via libera al Pdl 392 che prevede, appunto, la consegna della bandiera veneta ai neonati con un finanziamento di 100mila euro per ciascuno dei prossimi tre anni; provvedimento che adesso deve ottenere il parere del Consiglio delle autonomie locali.
“È una legge ‘carsica’, riemersa oggi dopo oltre un anno che era rimasta nascosta in un cassetto - proseguono gli esponenti democratici - Secondo quanto previsto dall’articolo 7, i vessilli saranno consegnati durante la Festa del popolo veneto, il 25 marzo. Il prossimo anno cadrà in piena campagna elettorale e sarà dunque un’ulteriore occasione di propaganda, a cui Zaia e la sua maggioranza sono particolarmente attenti, pagata con soldi pubblici”.
E sulle risorse arriva l’attacco finale del Partito Democratico: “L’importo è raddoppiato rispetto alla versione iniziale del Pdl senza però che siano raddoppiate le nascite. Questi soldi potrebbero essere spesi per fare qualcosa di realmente utile per le famiglie: ad esempio un bonus bebè per acquistare prodotti per l’infanzia, dai pannolini alle paste lenitive passando per gli omogenizzati. O davvero si pensa che possa bastare una bandiera come incentivo alla natalità?”.
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