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Prete ricattato con le foto hard, il racconto a porte chiuse

Il caso

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Prima gli incontri hard, a sfondo omosessuale, poi la rapina e l’estorsione nei confronti del prete che avevano “sedotto”.



Ora si trovano a processo davanti al tribunale di Rovigo due marocchini oggi 36enni - S. M. ed E. H. F. le loro iniziali - che nel 2012, quando di anni ne avevano 31, ricattarono un sacerdote di una parrocchia del Medio Polesine, dopo che almeno uno di loro aveva avuto rapporti sessuali con lui.




Immagini del sacerdote nudo e in atteggiamenti hard sono alla base dell'estorsione, ma tra le accuse c'è anche la rapina di una collanina, sottratta dopo un rapporto sessuale.



Se non avesse dato i soldi, lo avrebbero disonorato pubblicando tutto online.



Oggi 18 maggio, il sacerdote ha testimoniato davanti al collegio formato da Silvia Varotto, Barbara Vicario e Valentina Verduci. Ma ha chiesto che i dettagli sulla vicenda, che mal si sposa con il rigore della vita sacerdotale, rimanessero confinati all'aula, senza orecchie indiscrete.



Il presidente Varotto ha concesso che la sua audizione fosse svolta a porte chiuse e ha fatto uscire tutto un gruppo di studenti di giurisprudenza, che erano venuti a seguire il processo dal vivo e la stampa. Sono stati sentiti anche i carabinieri che hanno condotto le indagini, scaturite dalla denuncia del prete stesso.



Il processo è vicino a una sentenza. La prossima udienza è fissata per il 15 giugno.



Il servizio completo in edicola sulla Voce di venerdì 19 maggio

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