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Fra i campi il rudere dei misteri

A Trecenta

Tra quei muri diroccati si aggirano fantasmi e leggende. Storie di stregoneria, di amori spezzati dalla guerra e di una bambina annegata nel vicino corso d’acqua. Uno dei misteri del Polesine, al confine fra fiaba inquietante e leggenda metropolitana, è racchiuso nella casa rurale semidistrutta che sorge lungo la strada di Pissatola, una località di Trecenta. La casa di Mary è uno dei luoghi dell’abbandono, immortalati dalle fotografie di Devis Vezzaro.


La casa, o meglio quel che ne resta, sorge a pochi metri dalla stradina che serpeggia fra le compagne al confine tra Trecenta e Canda. Ai lati boscaglia e un canale, dentro al quale potrebbe essersi consumata la tragedia.


Le foto di Devis mostrano una costruzione cadente, ma che rimane in piedi anche grazie a colonne di marmo, forse i resti di tentativi di restauri mai terminati. E poi le brecce nei muri, il soffitto collassato attorno a travi semi carbonizzate, un pavimento ingombro di macerie. Scale pericolanti che portano al piano superiore. All’esterno un fienile fatiscente. E quel quadro d’insieme, decadente ed inquietante, che si scorge dalla strada, come una di quelle case delle streghe di cui si sente parlare nei racconti dell’orrore. Ed è di sera che il tutto assume fattezze horror, come essere nel set di un film di Dario Argento.


Attorno alla casa di Mary, disabitata da decenni, sono fioccate leggende e storie da falò. Si narra che Mary fosse una sorta di ninfa dei boschi, la cui madre fu uccisa con l’accusa di essere una strega. E poi che la ragazzina, sopravvissuta, incontrò l’amore con un pittore. Che poi partì per la guerra di Crimea dove morì. Ma ci sono racconti ancora più terrificanti, che parlano di una bambina, Mary, murata viva in una delle stanze della casa. Oppure di una ragazzina di 9 anni che correndo dietro una palla cadde e annegò nel fiumiciattolo. E sarebbe proprio il fantasma di questa bambina a comparire durante certe notti comprese fra aprile e giugno. Come quella volta che davanti a un camionista, in una notte buia e misteriosa, apparve una bambina bionda, con l’abito della prima Comunione, a piedi nudi, con una palla in mano. Un’immagine diafana, che sembrava proiettata, senza corpo e senza peso. E chissà quante altre volte, di notte, fra quelle pareti sgretolate sarà apparso un riflesso luminoso, fantasma o suggestione, bagliore lunare o riverbero paranormale di un mistero che rimbalza negli anni.


Eppure chi passa vicino a quel rudere, sinistro e diabolicamente affascinante, non può non pensare a queste leggende e al mistero di quella bambina morta in giovane età.

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