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Di notte al lavoro nel lager della moda

Arquà Polesine

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Erano in 14 i lavoratori stranieri cinesi, che in piena notte, lavoravano la pelle in un laboratorio di Arquà Polesine gestito da un cinese.



Nel blitz tra mercoledì 21 e giovedì 22 gli ispettori del Lavoro insieme al militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro li hanno trovati che fuori da ogni legge, lavoravano in condizioni terribili.



Nel laboratorio c'erano anche minorenni e due clandestini (un uomo e una donna). Il blitz è stato deciso a conclusione di un'attività investigativa finalizzata al contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento del lavoro, ma anche in contrasto al rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.




I cinesi stavano tutti lavorando per un notissimo marchio del settore moda: cinque dei lavoratori impiegati sono risultati “in nero”, ossia privi di qualsiasi copertura previdenziale e assicurativa; di questi due sono risultati clandestini (un uomo ed una donna) e due minorenni.



La verifica ha portato a riscontrare anche gravissime condizioni igieniche e sanitarie, alloggi per i lavoratori realizzati abusivamente mediante strutture in cartongesso e “arredate” con giacigli di fortuna. Il laboratorio, inoltre, è risultato privo della dotazione obbligatoria di estintori antincendio nonostante in esso fossero presenti ed utilizzati prodotti a forte rischio di infiammabilità.


Nel laboratorio venivano utilizzati prodotti fortemente irritanti per l’apparato respiratorio e per la cute ma, nonostante la tipologia dei prodotti utilizzati, nessun lavoratore era dotato di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, ecc).



L’Ispettorato del Lavoro ha disposto l’immediata sospensione dell’attività lavorativa ordinando la regolarizzazione dei lavoratori “in nero” e la messa a norma delle irregolarità riscontrate.



Al momento sono state quantificate sanzioni amministrative pari ad euro 14mila
euro oltre alla contestazione
in capo al gestore del laboratorio, del reato di occupazione di stranieri non comunitari privi di permesso di soggiorno.



L’Ufficio ha inoltre provveduto a segnalare la gravità della situazione riscontrata, per gli ulteriori accertamenti di stretta competenza, alla Ulss5 di Rovigo, al Comando Vigili del Fuoco e, per le violazioni in materia urbanistica, al Comune di Arquà Polesine.

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