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Morì dopo lo schianto in Transpolesana, prosciolto

Canda

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Non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste. E’ questa la decisione adottata al termine dell’udienza preliminare in cui si discuteva di omicidio stradale: nei guai era finito un 60enne per la morte della moglie in conseguenza di un incidente accaduto il 5 aprile del 2016 sulla Transpolesana.



Lo schianto aveva provocato la morte di Antonella Battaglia, una 53enne di Ceregnano che viaggiava col marito a bordo della Peugeot 206 finita fuoristrada all’altezza di Canda. Uno schianto tremendo, per il quale anche il marito della donna era stato ricoverato in rianimazione all’ospedale di Rovigo. L’auto, condotta dal marito della donna deceduta, stava procedendo in direzione Rovigo quando, all’improvviso, era sfuggita al controllo del conducente.



In base al capo di imputazione, l’uomo avrebbe effettuato una manovra di sorpasso di un altro veicolo omettendo di regolare adeguatamente la velocità del mezzo con riferimento alla caratteristiche e alle condizioni della strada, perdendo il controllo della vettura che, uscendo dalla sede stradale, impattava contro un terrapieno, provocando lo sbalzo fuori dall’abitacolo della moglie. In base alla perizia disposta dal pubblico ministero, potrebbe anche essere stata una buca, presente sul manto stradale, a causare la deviazione della traiettoria del mezzo e ad impedire quindi all’auto di restare in strada. La decisione finale è stata quella di non luogo a procedere nei confronti dell’uomo, perchè il fatto non sussiste.



Il servizio sulla Voce del 22 marzo

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