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Operazione profughi, il primo passo

Poi toccherà ad altri paesi. Bagnolo: “Non ci possiamo opporre, ma chiediamo sicurezza e ordine”

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Profughi, ecco quanti sono

Venerdì i primi incontri con i sindaci. Poi toccherà, uno dopo l’altro, anche ad un altro gruppo di primi cittadini.

L’operazione ridistribuzione dei migranti nelle strutture polesane scatta oggi con l’incontro in prefettura dei primi tre sindaci nei cui territori sono state accreditate strutture per l’accoglienza. In mattina a colloquio col prefetto Enrico Caterino ci saranno i primi cittadini Leonardo Raito, di Polesella, Nicola Garbellini, di Canaro, e Stefano Magon di Pincara. Non si tratta di una richiesta. La decisione è già stata presa. Il prefetto spiegherà loro modalità e tempistica dell’arrivo dei profughi nelle strutture private che hanno partecipato al bando dell’accoglienza. Secondo quanto era stato anticipato nello scorso gennaio nel primo vertice in prefettura, a Polesella saranno una quindicina di richiedenti asilo, accolti in una struttura privata. A Canaro una dozzina di migranti, all’interno di un’abitazione a pochi chilometri del centro del paese. A Pincara, infine, una decina di immigrati all’interno di una casa, anche questa poco lontana dal centro.

Il prefetto spiegherà ai sindaci come funziona il sistema dell’accoglienza e come si svolgeranno i rapporti con la cooperativa sociale che si occuperà dell’accoglienza.

I tre contingenti che a breve giungeranno nei tre paesi saranno, però, solo la prima avanguardia della ridistribuzione decisa mesi fa dalla prefettura per alleggerire le strutture che da mesi ospitano elevati numeri di migranti e rendere così più equilibrato il sistema provinciale dell’accoglienza. A partire, a quanto pare, da Borgo Fiorito.

Fra i sindaci che oggi saranno in prefettura c’è attesa per ricevere le informazioni dal prefetto. Nei mesi scorsi avevano informato la popolazione del possibile arrivo di migranti, informazioni che spiegate bene e con le dovute garanzie, non avevano sollevato più di tanto polemiche o proteste.

Presto però saranno anche altri i Comuni chiamati alla partecipazione dell’accoglienza. Lettere di convocazione, in particolare, potrebbero arrivare già nei prossimi giorni nei municipi di Papozze, Fiesso Umbertiano e Bagnolo di Po. E forse a Castelmassa, anche se l’albergo che aveva chiesto di partecipare al bando non ha ancora superato tutte le verifiche di idoneità.

A Fiesso Umbertiano, in particolare, l’annuncio, nei mesi scorsi, dell’arrivo dei profughi aveva sollevato la vibrante protesta del sindaco Luigia Modonesi, che aveva polemizzato proprio col prefetto. Ora si limita a dire che “fino a quando non riceverò una comunicazione ufficiale non commenterò il possibile arrivo dei migranti. Vedremo quando il prefetto ci farà sapere qualcosa”.

A Bagnolo di Po presto potrebbero arrivare 15 migranti, alloggiati in quattro appartamenti di un condominio nella piazza del paese. “La sistemazione - dice il sindaco Pietro Caberletti - non è delle migliori. Ma non ci si può fare niente, perché la richiesta è partita da un privato. Opporsi, a questo punto, non servirebbe a nulla, vedi l’esempio di Ficarolo. Quello che però chiederò al prefetto e alla cooperativa che se ne occuperà è che venga garantita la massima sicurezza. Che ci siano continui controlli da parte delle forze dell’ordine e che pulizia e tranquillità non manchino”.

I migranti invece non arriveranno a Bergantino. Il vecchio albergo ristorante che era stato accreditato in un primo momento è stato escluso dal bando nelle successive verifiche. L’immobile, infatti, presenta una situazione proprietaria poco chiara, pare che sia all’asta, quindi non idoneo ad accogliere migranti.

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