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Crespino

"Il punto nascite non si tocca"

La netta presa di posizione del consiglio comunale, sia pure senza la minoranza. La sindaca Angela Zambelli con fermezza: “Perdere Adria sarebbe una sconfitta della politica”

Il punto nascite non si tocca

Voto unanime del consiglio comunale di Crespino per il mantenimento e potenziamento del punto nascite dell’ospedale civile di Adria. A favore si sono espressi tutto il gruppo di maggioranza con la sindaca Angela Zambelli e i sette consiglieri di Insieme costruiamo il futuro, alla presenza di un pubblico numeroso a conferma di quanto il problema sia sentito. Unica nota stonata della serata l’assenza del gruppo di minoranza Casa comune, che non ha partecipato ai lavori del civico consesso per non affrontare altri argomenti all'odg.

“La scelta di esprimere un voto a sostegno del punto nascite di Adria - spiega la sindaca - ha origine dalla ferma volontà della nostra amministrazione di manifestare tutta la solidarietà politica in ordine ad un tema di fondamentale importanza per il nostro territorio. Auspichiamo in tal modo che anche la voce del nostro consiglio comunale contribuisca a mantenere alta l’attenzione su un tema così importante e possa costituire elemento di valutazione positiva sulla problematica”. Entrando nel merito della questione, Zambelli evidenzia che “parlare del punto nascite del Santa Maria Regina degli Angeli significa discutere di salute, assistenza sanitaria e famiglia affinché tutte le istituzioni ai diversi livelli se ne facciano carico con il massimo senso di responsabilità.

E come comunità di Crespino vogliamo fare la nostra parte ricordando che l’ospedale di Adria ha sempre costituito un punto di riferimento importante e di rilievo per il Basso Polesine e non solo. Nel tempo questo punto nascite ha acquisito competenze e specificità che hanno costituito il fiore all'occhiello della struttura sanitaria di piazzale degli Etruschi, meta di approdo di molte famiglie che hanno ritenuto il punto sanitario stesso come il luogo ideale per la nascita dei loro figli”.

E ancora: “Le scelte dirigenziali in ordine all'organizzazione del servizio, la competenza del personale applicato e la passione degli operatori che hanno espresso nel migliore dei modi la loro professionalità hanno, nell'insieme, fatto conoscere le eccellenze del punto nascite adriese e ne hanno costituito un riferimento per il nostro territorio. Da polesani non vogliamo perdere questa importante realtà e vogliamo continuare a godere del diritto di scegliere di far nascere i nostri figli in una struttura che ha tutti i requisiti tecnici e umani idonei ad essere tra le migliori”.

La prima cittadina di piazza Fetonte sottolinea che “la politica regionale ha investito risorse nel punto nascite del Basso Polesine in modo lodevole, investendo negli studi atti a dotarlo di moderne attrezzature, garantendo il rispetto degli standard di legge richiesti e facendo istanza per l’applicazione delle deroghe previste dalla normativa. Allora - rimarca Zambelli - non possiamo permettere che questo patrimonio vada perduto, ovvero anche solo reso vano.

La dirigenza sanitaria che ha vigilato su tutto il sistema di gestione dell’apparato e la passione degli operatori tutti, dai dirigenti medici agli infermieri alle ostetriche agli operatori socio-sanitari agli ausiliari, che con costante e proficuo lavoro hanno speso la loro professionalità, hanno reso e contribuiscono a rendere il punto nascite un punto di riferimento importante per il nostro territorio. Senza dimenticare che la posizione geografica del punto nascite merita di essere considerata come strategicamente utile ed indispensabile a coprire la necessità di un servizio importante e di fondamentale rilievo per il territorio polesano”.

Zambelli conclude con un ammonimento: “La chiusura del punto nascite sarebbe una grave sconfitta della politica e segnerebbe l’inizio di una fase decadente della nostra società: investire sui punti nascite significa investire sul futuro di tutti. Perdere Adria significherebbe perdere un reparto essenziale, un servizio fondamentale per la persona, storicamente presente nel nostro territorio”.

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