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Porto Viro, arriva la Rai coi “Borghi d’Italia”

Mercoledì prossimo gli operatori della trasmissione Unomattina saranno in città. E l'assessore Mantovan replica sulla vicenda dello Iat spostato da Porto Levante.

Porto Viro, arriva la Rai coi “Borghi d’Italia”

L'assessore Valeria Mantovan

Mercoledì prossimo la Rai farà visita a Porto Viro come sito di interesse storico e culturale per girare le riprese della trasmissione “Borghi d’Italia” di Unomattina. Esprime grande soddisfazione l’assessore al turismo Valeria Mantovan precisando che la ormai consolidata trasmissione - avente lo scopo di promuovere i siti di maggiore interesse dal punto di vista architettonico, ambientale e culturale - farà solamente due tappe in Veneto, una delle quali è riuscita a portarla a casa proprio Porto Viro.

Non tralascia però di fare qualche riferimento anche alle critiche ricevute qualche giorno fa da parte dell’opposizione relativamente alla decisione di spostare l’ufficio di informazione e accoglienza turistica da Porto Levante al Centro Visitatori del Parco in Piazza Matteotti. “Sono principalmente tre le ragioni che mi hanno spinta a spostare l’ufficio Iat – precisa l’assessore - la prima è quella economica: non si capisce perché dobbiamo andare a buttare via i soldi in affitti di locali altrui, quando abbiamo interi palazzi di proprietà comunale come il centro visitatori e il palazzo delle associazioni che sono semivuoti. La seconda è un ragione logistica: mettere l’ufficio a Porto Levante è utile per i locali ma non per i turisti, essendo il centro città il luogo in cui generalmente cercano informazioni sui luoghi da visitare e sui percorsi naturalistici da intraprendere. Vorrei infatti ricordare che Porto Viro oltre alla spiaggia ha molti altri punti di interesse storico di cui vantarsi come ad esempio la chiesa settecentesca di San Bartolomeo, custode dell'organo Callido dello stesso periodo”.

E conclude: “Una terza ragione è di efficienza: nonostante la spesa per la gestione dell’ufficio Iat nel 2015 sia stata elevata (e cioè di ben oltre 13mila euro), le presenze sono calate rispetto all'anno precedente passando da 12.028 a 9.278. Ritengo poi veramente poco logico affidare il servizio di accoglienza ad una cooperativa di Rovigo per un costo annuo di più di 8mila euro quando abbiamo molte associazioni locali che con un’adeguata formazione potrebbero svolgere lo stesso servizio potendo così offrire qualche opportunità lavorativa ai portoviresi”.

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