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Porto Viro

Rapinatori traditi dalla loro... maschera

Rapinatori traditi dalla loro... maschera. I due l’avevano comprata in un negozio vicino poco prima dell’assalto in sala scommesse.

Rapinatori traditi dalla loro... maschera

I due rapinatori erano entrati nella sala slot con il volto coperto da una maschera. Eppure è stata proprio quella maschera, paradossalmente, a far saltare il loro piano. È arrivata a una svolta l’indagine nata dall'assalto alla sala slot VLT 3 Bar’s di Este del 24 gennaio 2017. I rapinatori senza volto sono un italiano di 27 anni e un marocchino di 19. Con loro, in quel blitz che fruttò un bottino di 3.030 euro, è finito nei guai anche un 22enne. I due rapinatori erano entrati in azione a volto coperto. In quel momento nel locale c’erano tre persone: la cassiera, una ventunenne di Ospedaletto Euganeo, e due clienti. La coppia di rapinatori, appena entrata nel bar, aveva intimato alla dipendente di stendersi a terra dietro al bancone, "intrappolando" i due clienti nella sala slot con un ombrello maldestramente messo a sbarrare la porta. Il 19enne aveva puntato una pistola giocattolo contro la testa della cassiera, minacciandola di morte e facendosi consegnare l’incasso. I due si erano poi dileguati.

Comprate per nascondere l’identità, alla fine sono state proprio le maschere bianche a... smascherare il terzetto. Una delle piste seguite dal nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Este, infatti, è stata propria quella degli indumenti utilizzati per la rapina dai due malviventi. I militari hanno setacciato tutti i negozi della zona, scoprendo che quelle particolari maschere erano in vendita all'Este Market di via Principe Amedeo, a poche centinaia di metri dalla sala slot. Scontrino alla mano, è emerso che qualcuno ne aveva acquistate due nel tardo pomeriggio del 24 gennaio, poche ore prima del colpo.

L’incrocio di immagini raccolte da videosorveglianza della zona (con orario e data di acquisto è stato possibile visionare e identificare i mezzi giunti nel negozio in quel momento) e la descrizione dei due acquirenti da parte di chi aveva venduto le maschere (ma anche gli indumenti indossati nella rapina e abbandonati alla stazione dei treni) sono stati evidentemente fondamentali, come si sono rivelate decisive le immagini raccolte dalla videosorveglianza attiva nell'area della sala slot.

I due, di fronte a tutti gli elementi raccolti dell’Arma, hanno confessato la responsabilità nella rapina. Il 19enne è difeso dall'avvocato Daniela Garilli di Mantova, il 27enne da Luigi Marani di Porto Viro (Rovigo). L’accusa è di rapina in concorso e ora si attende la data del processo.

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