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Caffè Cerghin e Street bar, termina il tour a Scardovari

Alla scoperta dei due bar della frazione di Porto Tolle.

Il Caffè Cerghin, lungo la strada principale della frazione di Scardovari, risale almeno all’inizio del secolo scorso. “Fuori dal locale c’è una targa che riporta come data il 1901”, racconta la titolare Rita Pregnolato. “Ad avviare l’attività fu il mio trisnonno Gaetano Chiereghin - continua - il nome ‘Cerghin’ deriva proprio da una contrazione del suo cognome secondo lo stile del dialetto deltino”.

Il bar è stato testimone di tutti i cambiamenti avvenuti a Scardovari nel corso dell’ultimo secolo.  “Qui vicino una volta sorgeva la piazza del paese - prosegue Rita - poi è stata spostata più avanti e nello spiazzo sono state costruite delle abitazioni. All’epoca, nel dopoguerra, c’erano anche un negozio di generi alimentari e un forno, sempre gestiti dalla mia famiglia. Il Caffè Cerghin era una sorta di osteria-trattoria, e in quegli anni ha avuto anche un ospite illustre: il regista Roberto Rossellini, che si fermò qui quando stava girando il film Paisà”.

A di Scardovari, vicino all’area di servizio della frazione, si trova anche lo Street bar, gestito da Rossella Zerbin: “Il locale ha aperto i battenti nel 2013 - racconta - e io l’ho preso in gestione tre anni fa. Col tempo siamo riusciti a migliorare il servizio che offriamo ai nostri clienti: abbiamo appena avuto la licenza per i tabacchi, poi vendiamo anche gratta e vinci: adesso siamo un bar completo e ne sono molto orgogliosa”.

Il locale è frequentato sia degli abitanti della frazione che dalla gente di passaggio. E d’estate non mancano i turisti: “Si va degli stranieri, per la maggior parte tedeschi o olandesi, a chi viene qui solo alla domenica - continua la titolare dello Street bar - Io per un periodo ho fatto la guida nelle escursioni in barca: quando arrivano dei turisti, mi piace parlare loro del nostro territorio. Consiglio loro di visitare la sacca di Scardovari, di provare i nostri ristoranti e magari di fare un giro in motonave lungo il fiume. In questi tre anni ho visto che il numero di persone che viene a visitare il Delta del Po è in continua crescita, però sarebbero necessarie più strutture e più servizi per incentivare il settore turistico: piste ciclabili, attività acquatiche, spiagge e parcheggi. inoltre bisognerebbe valorizzare maggiormente l’offerta gastronomica di questo territorio”. 

Il servizio completo sulla Voce in edicola il 15 marzo

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