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Free Bikers, gli ultimi giorni in Vietnam nella capitale

Il viaggio della Voce

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L'ultimo giorno di diario per i Free Bikers in Vietnam è dedicato alla capitale, Ho Chi Minh. Gli ultimi tre giorni infatti i quattro cicloturisti bassopolesani li hanno trascorsi nella capitale, accompagnati dagli studenti dell'Università di Italianistica locale, al Museo Imperiale, al Museo della Balena, a Cu Chi luogo simbolo di quando riuscirono a scacciare gli americani.



I Free Bikers hanno poi passato una giornata nel Delta del Mekong, sempre accompagnati dagli studenti, per visitare una fornace di mattoni fatti a mano ed essicati in particolari forni alimentati con la pula del riso. Quindi la fabbricazione di caramelle a base di cocco artigianali. In bici i quattro bassopolesani sono arrivati al luogo dove hanno potuto pranzare con pesce locale di acqua dolce giudicato molto buono.



"Abbiamo proseguito a piedi lungo il sentiero tra canali e vegetazione tipica del Mekong - racconta Mario Mantovan, uno dei quattro Free Bikers - e infine in barca a remi spinta da una vietnamita molto esperta tra canali per ritornate in serata a Ho Chi Minh: una giornata indimenticabile". Nella sede dell'Università di Italianistica collegamento Skype con un gruppo di studenti della quarta della media "Brunetti" di Porto Tolle per parlare - in italiano - dei prodotti tipici del Delta del Po con alcune imprenditrici. Incontro coordinato dall'assessore Leonarda Ielasi e con la partecipazione del console generale d'Italia, Roberto Cajati.



Il mattino di giovedì 15 marzo, il giorno della partenza per il rientro in Italia, conferenza stampa di fine tour in un palazzo del governo vietnamita con Dao Loan Phon, reporter del Saigon Times Group e la giornalista Le Thi Thang Thuy del sito web governativo Chinh Phu , con la presenza del direttore dell'Università di Italianistica come interprete e la Doan dell'Hufo. Poi la partenza e l'arrivo all'aeroporto Marco Polo di Venezia, venerdì 16 marzo.



"Dobbiamo ammettere le difficoltà del percorso, dal punto di vista ciclistico, dovute soprattutto al caldo, all'umidità ma talvolta anche al clima secco - spiegano Vincenzo, Vittorio, Mauro e Mario - che nei 1.100 km circa ci hanno accompagnato, con venti e brezze quasi sempre contrari ma con le ultime due tappe favorevoli, raggiungendo anche velocità intorno a 30 km/h, considerando il bagaglio complessivo di circa 35 kg". "Tutti qui in Vietnam si sono dimostrati ospitali tanti episodi ci hanno dimostrato come noi Italiani siamo accettati bene ovunque per come sappiamo rapportarci con la nostra cultura, la solidarietà e l'amicizia che sappiamo trasmettere anche qui in oriente, in questo Paese che ha tanto sofferto ma che sta dando prova di rialzarsi - concludono - tutto con una prospettiva di un grande progresso, forse uno sviluppo troppo repentino e a diverse velocità che vogliamo sperare si possa correggere e dirigere per uno più ecologico e solidale".

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