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Gattile e canile, guerra paradossale

Ghinello: “Troppi soldi per il Rifugio Cipa? Polemica sterile e mancanza di informazione”

Gattile e canile, guerra paradossale

La polemica relativa alla costruzione del gattile, che negli ultimi mesi infiamma gli animi a Porto Viro, è giunta a tirare in ballo anche il Rifugio Cipa, gestito dalla Lega nazionale per la difesa del cane di Rovigo, rischiando di scatenare letteralmente una paradossale guerra tra... cani e gatti.

Isabella Ghinello, presidente della Lega nazionale per la difesa del cane, interviene sulla vicenda. “Secondo alcuni non solo dai comuni (tra cui Porto Viro) vengono versati troppi soldi per il mantenimento dei cani ospiti del Rifugio Cipa ma addirittura la Lega nazionale per la difesa del cane di Rovigo non interverrebbe in alcun modo in favore delle situazioni critiche presenti nei comuni convenzionati stessi - riporta Ghinello - è evidente che dietro tale presa di posizione c’è non solo la volontà di creare una sterile polemica ma anche la totale mancanza di qualsivoglia informazione inerente alla struttura e all’associazione che la gestisce, con il risultato di confondere le idee alla popolazione e di attaccare infondatamente un’associazione seria ed efficiente, che si trova costretta a dover impiegare tempo prezioso per difendersi e rimediare alla preordinata diffusione di informazioni errate”.

Ghinello spiega che in base alla Convenzione, rinnovata nel 2016 tra 49 comuni della provincia di Rovigo più Boara Pisani e l’associazione no profit Lndc di Rovigo “il Rifugio Cipa (Centro intercomunale protezione animali) è l’unica struttura competente ad accogliere i cani provenienti dal Canile sanitario Ulss, da sequestri e da privati (a seguito di rinuncia di proprietà per gravi e comprovati motivi). La gestione del Rifugio si basa principalmente sul sovvenzionamento da parte dei comuni, a cui si affiancano il ricavato degli eventi organizzati dall’associazione ed il contributo di tante persone generose”.

“Per quanto riguarda il sovvenzionamento da parte dei Comuni, le quote versate vengono determinate ‘ad abitante’ e non ‘a cane’ - prosegue - questo metodo comporta numerosi vantaggi: ogni amministrazione sa già quanto dovrà accantonare l’anno successivo, l’associazione è incentivata a trovare una famiglia, seppur selezionata, a quanti più cani possibile, impiegando i fondi per accudire al meglio i cani che continuano a soggiornare presso la struttura. Il modello Cipa, proprio grazie al tipo di contributo pubblico e alle diverse attività, si è rivelato innovativo tanto da guadagnarsi l’attenzione nazionale da parte di amministratori pubblici, tecnici ed appassionati del settore”.

“Non si tratta ‘solo’ di nutrire i cani e di occuparsene a livello veterinario - prosegue - credere che la gestione di un canile in regola con quanto prescritto dalla normativa si fermi a questo è riduttivo, irrealistico e prova di un approccio obsoleto alla tematica della tutela degli animali d’affezione. Oltre all’apporto prezioso dei tantissimi volontari, il Rifugio Cipa si basa sul lavoro di alcuni dipendenti, regolarmente assunti, pagati e tutelati a livello previdenziale, del direttore sanitario della struttura, veterinario libero professionista, di un educatore cinofilo libero professionista e sulla presenza di un custode, previsto proprio dalla Convenzione. Inoltre, devono essere considerate le spese relative a visite mediche per i lavoratori, corsi periodici di primo soccorso-sicurezza-antincendio e relativi consulenti, adempimenti privacy, smaltimento rifiuti speciali, bollette varie, implementazione e manutenzione di ambulatorio, impianti e recinti, ciascuno dei quali è munito di rete specifica per resistere ad eventuali tentativi di rottura da parte dei cani, muretto, platea, casette, cucce, rete idrica, spese per interventi chirurgici svolti in una clinica”.

“Ogni anno tutte queste spese e tutte le entrate vengono regolarmente inserite nel bilancio consuntivo, che insieme al previsionale, viene sottoposto all’approvazione del collegio di vigilanza, ovvero l’organismo preposto al controllo della gestione del Rifugio Cipa e formato dai delegati dei comuni convenzionati - conclude - la Lega nazionale per la difesa del cane di Rovigo non si ‘limita’ a gestire una struttura efficiente. Le numerose attività realizzate spesso in collaborazione con le amministrazioni locali ed Ulss mirano alla sensibilizzazione della popolazione riguardo a vari temi legati ai cani e le collaborazioni con diversi enti, dalle scuola ai Sert e Dsm, dal Centro per l’impiego alla Caritas Diocesana di Adria fino dall’Ufficio esecuzioni pene esterne”. “Infine - conclude Ghinello - la costante collaborazione con le autorità per intervenire nei casi di maltrattamento o in casi delicati che devono essere costantemente monitorati”.

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