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Zaia chiede formalmente a Roma <br/> il referendum sull'autonomia veneta

Verso l'indipendenza

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Il governatore del Veneto, Luza Zaia, firma in diretta la richiesta di referendum

Nel giorno dell’unità nazionale, il 17 marzo, il governatore Luca Zaia ha annunciato la richiesta di referendum consultivo per l'autonomia del Veneto. Entro 60 giorni Roma dovrà rispondere sì, e allora si voterà, o no, e si voterà lo stesso, forti della sentenza della Corte Costituzionale.



"Vogliamo un nuovo Veneto, perché quello che conosciamo è quello a cui il centralismo e la burocrazia statali hanno tarpato le ali - le parole di Zaia - oggi iniziamo a muovere i primi importanti passi lungo quel percorso che da tempo stiamo tracciando con rigore legislativo e istituzionale per creare la nuova, moderna, efficiente casa dei cittadini veneti. Questo non è l'ultimo, è l'unico treno e non intendiamo perderlo". Si tratta della richiesta formale della Regione del Veneto al Governo italiano per negoziare un federalismo a geometria variabile in base all'articolo 116 della Costituzione, al fine di riconoscere ambiti di maggiore autonomia al Veneto rispetto alle altre Regioni a statuto ordinario, avviando una procedura che, successivamente al negoziato, porterà all’indizione di un referendum consultivo.



E c'è anche Rovigo nel team di giuristi della commissione tecnica regionale voluta dall'assemblea regionale di palazzo Ferro-Fini, per fornire un parere consultivo sulla possibilità di indire il referendum tra i veneti al fine di “accertarne” la volontà di autodeterminarsi come “popolo”, con proprie forme di autonomia giuridica. Luca Azzano Cantarutti, avvocato del foro di Rovigo, il quale commenta così la giornata storica: “Giudico totalmente positiva l’idea di Zaia di approfittare della porta aperta dalla Corte Costituzionale in materia di referendum consultivo. E ancora con maggior piacere sottolineo come abbia parlato di primo passo per un successivo percorso verso l'indipendenza veneta che rimane l’obiettivo".



A guardare le spalle del governatore, tutta la giunta regionale, compreso il polesano Cristiano Corazzari che a margine della conferenza stampa traccia alcune considerazione sul modello scelto per l’autonomia. "Parte così percorso di riconoscimento di maggiori condizioni di autonomia per la Regione Veneto - le parole di Corazzari - abbiamo scelto un modello di autonomia come quello delle Province di Trento e Bolzano, dove restano sul territorio il 90% delle tasse".



Il servizio completo in edicola nella Voce di venerdì 18 marzo

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