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Un centinaio di profughi trasferiti da Conetta in Emilia Romagna

Immigrazione

Liberati all'una e mezza della notte tra lunedì 2 e martedì 3 gennaio i 26 operatori della cooperativa tenuti dai richiedenti asilo all’interno del Centro di prima accoglienza allestito nella ex base militare di Conetta, frazione di Cona.



I profughi avevano dato fuoco a diversi tavoli per bloccare l’accesso della ex base militare, dopo che, nella mattinata di lunedì, era morta una 25enne della Costa d’Avorio per cause che, all’inizio, sembravano poco chiare e i soccorsi troppo lenti. Ma alla fine la giovane è morta per cause naturali - l’autopsia parla di una trombosi - e i soccorsi sono stati tempestivi, come confermato dall’Ulss Euganea.



Intanto su disposizione del ministro dell’Interno Marco Minniti un centinaio di richiedenti asilo del Cpa di Conetta sono stati spostati in strutture dell’Emilia Romagna. E il futuro, secondo il ministro, sarà di un Centro identificazione ed espulsione da cento posti in ogni regione.



"Conetta non è più Italia, qua è Africa" raccontano i residenti della piccola frazione, mentre il sindaco Panfilio attacca: "Questo è un totale fallimento, è un ‘magazzino’ di vite umane, abbandonato". Il governatore del Veneto, Zaia, e il segretario della Lega Nord, Salvini, in coro chiedono "espulsioni di massa e chiusura del centro di Conetta".



Il servizio completo in edicola nella Voce di mercoledì 4 gennaio

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