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Le porte non si aprono e i passeggeri rischiano di rimanere a bordo

Treni

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Non c'è pace per i pendolari della tratta Verona-Rovigo, che ieri hanno dovuto affrontare l'ennesima disavventura. Le porte di alcuni treni, infatti, sono rimaste bloccate e per evitare che i passeggeri restassero intrappolati a bordo dei convogli, i macchinisti hanno dovuto azionarle manualmente a ogni fermata.



Altri viaggiatori, invece, hanno dovuto fare i conti con la soppressione del treno delle 14.48, cancellato 20 minuti prima della partenza. Ma il convoglio diretto a Verona non è stato l'unico a subire variazioni: i ritardi hanno interessato tutta la linea, raggiungendo il record di 20 minuti su un tragitto di appena 15 chilometri.



La ciliegina sulla torta, rispetto a una situazione ormai insostenibile, è la cancellazione definitiva di alcuni treni serali, in vigore da martedì scorso: quello delle 18.38 diretto a Verona e quello delle 19.28, che da Legnago torna a Rovigo.



Entrambe le corse sono state sostituite con gli autobus, mezzi che però non sono troppo amici dell'ambiente, né favoriscono una viabilità sostenibile, anzi. Il trasporto su rotaia sarebbe infatti un ottimo alleato del rispetto ambientale perché è molto meno inquinante rispetto ai mezzi su gomma e dirotta parte del traffico dalla strada ai binari.



Eppure Sistemi Territoriali, l'azienda che gestisce le ferrovie venete, ha fatto marcia indietro e anziché potenziare la tratta con l'introduzione di nuovi convogli, come promesso nei mesi scorsi, ha provveduto a cancellare alcune corse, scatenando la rabbia e il malcontento dei pendolari.



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