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Profughi, l'hotel nella discordia

Taglio di Po

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Rischia di trasformarsi nell’ennesima farsa alla polesana la proposta illustrata al comune di Taglio di Po e che ha fatto tanto scalpore, di portare una cinquantina di richiedenti asilo all’hotel Mancin, a due chilometri dal centro del paese, sulla Romea.
Mentre il sindaco Francesco Siviero, in evidente imbarazzo con i suoi cittadini e con la prefettura ha chiesto per martedì un incontro al prefetto Enrico Caterino, la questione parrebbe complicarsi.



Il titolare dell’hotel, infatti, avrebbe comunicato agli affittuari tramite il legale Luca Azzano Cantarutti, che il contratto è risolto per inosservanza degli accordi presi. Una marcia indietro clamorosa, a pochi giorni dall’incontro del prefetto con la cittadinanza.



Senza considerare, tuttavia, che come successo all’hotel Lory di Ficarolo, la prefettura potrebbe requisire l’hotel, in virtù dell’emergenza profughi da sistemare e della proposta ricevuta, e non considerare le lune dei privati.



Il servizio completo sulla Voce in edicola il 17 luglio

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