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Ci sono tre poltrone senza indennità, e nessuno le vuole!

Acquevenete e politica

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Ed ora nessuno, o quasi, vuole entrare nel cda di Acquevenete. Pare proprio che fra i politici polesani l’interesse ad entrare nel cda della società che gestisce il servizio idrico sia in nettissimo ribasso. Che sia una nuova idiosincrasia alla poltrona? Difficile. Piuttosto la consapevolezza che per i componenti del cda non ci saranno indennità, ma solo rimborsi. E pure molto bassi.


Insomma, nessun tornaconto economico. E proprio per questo sembra che a Rovigo si faccia addirittura fatica ad individuare i nomi da inserire nella squadra di governo di Avquevenete.


Nomi che però dovranno essere messi nero su bianco entro lunedì prossimo. Quel giorno il domino delle poltrone dovrebbe cominciare ad avere dei punti fermi.
Lunedì infatti dovranno essere depositate le liste per la scelta del cda di Acquevenete e così le caselle cominceranno ad andare a posto, e si chiariranno anche le possibilità di chi, soprattutto nel centrodestra, cerca spazio per una candidatura a Camera e Senato. Salvo clamorose sorprese la lista con i nomi candidati al cda di Acquevenete sarà unica, anche perché gli aspiranti non sono molti. La presidenza finirà a Piergiorgio Cortelazzo, commissario polesano di Forza Italia. Nel cda poi ci sarà posto per altri tre componenti polesani, uno sarà indicato dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, e non è escluso che alla fine il nome sia proprio quello del primo cittadino, un nome poi sarà espressione del Pd, e il più accreditato al momento pare essere Antonio Bombonato, sindaco di Costa. Il terzo, probabilmente legato al centrodestra, dovrebbe essere Alessandro Ferlin, ex presidente di Polesine Acque, ma non è escluso che, soprattutto sotto quest’ultimo punto di vista, ci possano essere sorprese. Il nome che circola potrebbe essere quello di Gigi Viaro, sindaco di Lendinara. Sempre che non sia in lizza per le Politiche.


Andata in porto la partita delle nomine ad Acquevenete, l’assemblea dei soci è in programma il 19 gennaio, i partiti si dedicheranno a definire le candidature per il Parlamento. Quindi, a fine gennaio, la scelta del nuovo cda del Consorzio di sviluppo, dove il nome per la presidenza pare proprio essere quello di Claudio Paron.


Per la corsa elettorale verso Roma, invece, dentro FI si continua a sgomitare per non perdere la prima fila quando la coalizione di centrodestra avrà definito la ripartizione dei collegi, ossia avrà deciso a quale partito dell’alleanza spetta la nomina del candidato nel singolo collegio uninominale. Da considerare poi anche i listini proporzionali che, secondo i sondaggi centrodestra, potrebbero vedere un exploit di FI e Lega Nord.


Sabato intanto dovrebbero essere definite le candidature di Liberi e uguali, il raggruppamento di Piero Grasso e Pierluigi Bersani. L’assemblea polesana del partito sceglierà i nomi che andranno a far parte del listino proporzionale e che correranno nei collegi uninominali. Non ci sarà però Giovanni Nalin che si è chiamato fuori dalla corsa elettorale.

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