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La droga nello zainetto della figlia: bidella patteggia due anni

La droga nello zainetto della figlia. Mamma di Lendinara, che all'epoca dei fatti era bidella, fermata dopo un inseguimento: era in possesso di mezzo chilo di cocaina. La piccola era a bordo della macchina.

La droga nello zainetto della figlia: bidella patteggia due anni

Aveva nascosto un grosso quantitativo di cocaina nello zainetto che la figlia di dieci anni teneva sulle gambe, seduta in macchina. Ma la donna era stata scoperta e arrestata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Rovigo, dopo un inseguimento.

Il fatto era successo in una serata di giugno del 2016, intorno alle 20. I militari dell’Arma, nel corso di quella giornata, erano sul territorio per un servizio coordinato a largo raggio diretto alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti. 

Proprio in occasione di un servizio di controllo in Superstrada, i carabinieri, che erano appostati con un’auto civetta, avevano visto sfrecciare a velocità sostenuta una Ford Focus, condotta da una donna, con a bordo una bimba, tra Badia Polesine e Rovigo. A quel punto, considerando la pericolosa condotta di guida, i militari si erano mesi all’inseguimento della macchina e avevano avvertito immediatamente le altre auto in servizio per avere un rinforzo. Infatti, un altro mezzo dei carabinieri in divisa si era appostato pochi chilometri dopo, all’altezza dell’uscita di San Bellino, proprio in un punto in cui la Focus stava arrivando.

Infatti, quando la vettura guidata dalla donna era passata, i carabinieri avevano cercato di fermarla, inutilmente. La donna stava uscendo proprio a San Bellino ma, alla vista della pattuglia, aveva tirato diritto verso Rovigo, evitando di fermarsi.
Quindi, era scattato l’inseguimento. Ma le pattuglie erano poi riuscite a fermare la macchina in fuga. I carabinieri avevano effettuato il controllo: era emerso che alla guida c’era una donna, che aveva poco meno di 50 anni, di Lendinara; con lei, a bordo, la figlia di 10 anni, che aveva uno zaino. Ma alla richiesta dei documenti, la signora si era mostrata agitata. Un fatto che aveva insospettito i militari che, a quel punto, avevano deciso di fare anche una perquisizione.

All'epoca dei fatti, la donna era una bidella che lavorava in una scuola della provincia di Rovigo, sposata ed incensurata. Era andata in escandescenze, in base alle ricostruzioni dei carabinieri. Non solo: sempre per l’accusa, aveva opposto resistenza, aggredendo fisicamente alcuni militari.

Dopo quei momenti concitati, i carabinieri avevano comunque proceduto alla perquisizione e avevano scoperto che nello zainetto, che teneva la figlia, c’era un panetto di cocaina, corrispondente a poco più di mezzo chilo di sostanza stupefacente. Erano quindi scattate le manette per la donna. L'arresto era stato convalidato.

Le accuse per lei erano di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Questa mattina la donna ha patteggiato una pena di due anni, subito sospesa. Era assistita dall'avvocato di fiducia Enrico Cogo del foro di Padova.

Il servizio sulla Voce del 13 aprile

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