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Negozi, il miracolo dell’Annonaria

La piazzetta torna a rivivere. L’esempio di come si può fare squadra a Rovigo. Tutto è partito dal workshop di Tumbo. Crivellaro : “Servono progettazione e professionalità”.

Negozi, il miracolo dell’Annonaria

Un sacchetto rosso, su cui è ben visibile un pentagono bianco che rappresenta le mura di Rovigo e al centro la A di piazzetta Annonaria. E’ un sacchetto, ok, ma è anche il primo risultato - visibile a tutta la città - di come il commercio di Rovigo debba fare squadra e puntare su marketing e progettualità per essere attrattivo.

“Quello che spesso dimenticano fuori da queste mura è proprio questo, fare squadra - non ha paura di dire Ilaria Pozzato del negozio ‘Il Gira sole’ - Per esempio tante volte si dimenticano di comunicarci le iniziative concordate con il Comune. Così abbiamo imparato ad autogestirci”.

E’ la solita Rovigo, che per disorganizzazione, o - peggio - per miope rivalità di vicinato, non riesce a proporsi all’esterno come gruppo. La regia dovrebbe stare negli uffici del Commercio di Palazzo Nodari, ma anche lì, evidentemente, qualcosa sfugge.

La rivoluzione di Piazzetta Annonaria, tuttavia, ha un’origine. E’ l’ottobre del 2017 quando l’associazione Tumbo, guidata dall’esperta di marketing, progettazione sociale e coaching, Enrica Crivellaro, porta 12 giovani designer dentro il cuore del ghetto ebraico di Rovigo.

“Grazie ai fondi di Culturalmente - spiega Crivellaro - abbiamo provato ad accendere i riflettori su quello spazio e ad andare a fondo, partendo dalla storia dell’Annonaria. Dall’indagine storica siamo passati al benchmarking, studiando casi di mercati coperti in Italia e in Europa. Siamo persino andati a vedere il mercato coperto di Firenze, scoprendo nelle altre città elementi distintivi che funzionavano”.

A parte i sacchettini, l’Annonaria ha attivato anche un profilo Facebook in cui tutti i negozianti e i loro prodotti, insieme, da soli, sono protagonisti. E sembrano divertirsi anche.

E’ presto per dirlo, ma i progetti sulla piazza non finiscono qui. C’è un altro bando a cui hanno partecipato e del quale si attendono i risultati.

La ricetta, dunque, la chiediamo a Enrica Crivellaro. “Serve, sì una regia, che deve avere professionalità e soprattutto la capacità di guardare dall’esterno. Noi di Tumbo non siamo commercianti come loro. Tumbo è un soggetto terzo, con alla base delle professionalità e l’obiettivo - tra gli altri - della rigenerazione urbana. Spesso abbiamo invitato ad andare fuori dalle dinamiche di un negozio, del fatturato. Ci è stato molto utile, ad esempio, il punto di vista di questi 12 giovani designer che vedevano Rovigo con occhi non rassegnati o abituati. Uno scambio fondamentale”.

Il servizio completo domani 15 aprile sulla Voce di Rovigo

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