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Si perdono due imprese al giorno

La ripresa stenta ovunque, ma in Veneto numeri peggiori si registrano solo in provincia di Belluno

Si perdono due imprese al giorno

In Polesine si perdono due imprese al giorno. E questo solo nei primi tre mesi del 2018. Altro che ripresa economica, quindi, i i dati forniti da Unioncamere sull’andamento delle imprese nel primo trimestre 2018 sono da brividi. Un dato che però appare sostanzialmente in linea con il resto d’Italia, dove emerge che tra gennaio e marzo 2018 si sono perse oltre 15mila imprese.

In Polesine, in particolare il saldo tra aperture e chiusure registra un poco confortante meno 186. Perché se è vero che in tre mesi ne sono sorte 457, è altrettanto vero che ne sono morte, hanno cioè cessato la loro attività, 643. Tra Adige e Po chi si arrende alla crisi e abbassa definitivamente le serrande di aziende, negozi e capannoni sono molto di più di quelli che accettano la sfida dell’imprenditoria e investono e aprono scommettendo sulla ripresa dell’economia (in media si perdono due imprese al giorno).

A conti fatti, in pratica, in provincia di Rovigo chiudono, in media, sette imprese al giorno, una moria che continua da anni, e che si rivela più difficile del previsto da arrestare.

Confrontando i dati polesani con gli altri territori del Veneto emerge che, in percentuale, solo Belluno sta peggio di Rovigo. nel capoluogo ai piedi delle Dolomiti infatti si sono perse 206 imprese, registrando il meno 1,30% sul totale. Il dato percentuale del Polesine, invece, è un meno 0,68%.

nelle altre province venete il saldo imprese è negativo ovunque, anche se con percentuali meno negative. A Verona (1.990 aperture e 2.229 chiusure) si tocca il meno 0,25%. dato simile a Padova: meno 0,27% (1.841 aperture e 2.105 chiusure).

Venezia registra un meno 0,51% (1.473 aperture e 1.866 chiusure). A seguire Vicenza con meno 0,63% (1.292 aperture e 1.817 chiusure) e Treviso con meno 0,67% (1.718 aperture e 2.315 chiusure). Nel complesso un quadro generale con il Veneto che arranca come il resto del Paese, anche se la vivacità di chi apre nuove imprese continua ad essere comunque un segnale incoraggiante. A livello nazionale il saldo positivo si registra al sud, con Catania che tocca il più 0,63% (1.817 iscrizioni al registro imprese e 1.167) cancellazioni. Siracusa a più 0,29% (749 aperture e 638 chiusure). Quindi Roma con più 0,28% (9.498 aperture e 8.125 chiusure). In coda alla graduatoria proprio Belluno (meno 1,30%) appena meglio di Sondrio (meno 1,05%) e Ferrara con meno 0,90% (589 aperture e 908 chiusure).

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