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Stalking, condannato ex rugbista: ma cade gran parte delle accuse

Stalking: condannato ex rugbista ma cade gran parte delle accuse. Il 48enne, ex campione dei Bersaglieri, era a processo per atti persecutori alla ex. Un anno e tre mesi, con pena sospesa, con riferimento solo ai fatti dal 15 ottobre 2016.

Stalking, condannato ex rugbista: ma cade gran parte delle accuse

Un anno e tre mesi di reclusione, per atti persecutori, con pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale, ma solo per i fatti successivi al 15 ottobre del 2016. Per le residue condotte, ovvero per gli episodi precedenti (dall’ottobre del 2013 fino, appunto, al 15 ottobre del 2016), è stato assolto. E’ la decisione contenuta nella sentenza emessa ieri in tribunale a Rovigo nei confronti di un ex giocatore della Rugby Rovigo, ex campione noto, che era a processo per atti persecutori, ovvero stalking, nei confronti della donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale, una commercialista rodigina. Secondo l’accusa, contenuta nel capo di imputazione, i fatti si sarebbero svolti dall’ottobre 2013 al febbraio del 2017.

Sempre secondo l’accusa, l’uomo, un 48enne, avrebbe perseguitato la donna inviandole un gran numero di messaggi, chiamandola al cellulare, ma anche seguendola nei suoi spostamenti. Una serie di comportamenti che, sempre secondo il capo di imputazione, avrebbero creato alla donna un perdurante e grave stato d’ansia e di paura. Arrivarono anche, nei confronti dell’uomo, da parte del questore, un ammonimento e un divieto di avvicinamento, revocato con la sentenza di oggi.

Diversa, invece, la ricostruzione dei fatti secondo la difesa: l’uomo è assistito dall’avvocato Cristina Zangerolami, che aveva chiesto l’assoluzione. Per la difesa, infatti, si trattava di una relazione d’amore tra numerosi alti e bassi, come dimostrato dai numerosi sms e dalle chiamate intercorsi tra i due, nel periodo compreso nel capo d’imputazione. La difesa si è rivolta a un consulente tecnico, un perito informatico, che ha acquisito tutti gli sms e le telefonate sul telefono dell’imputato.

Oggi, il giudice del tribunale di Rovigo ha emesso la sentenza che condanna l’uomo ad un anno e tre mesi di reclusione, ma solo con riferimento ai fatti successivi al 15 ottobre del 2016; il 48enne, invece, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato per quanto riguarda le residue condotte, ovvero il periodo precedente (dall’ottobre 2013 al 15 ottobre 2016). La pena è sospesa ma subordinata al pagamento del risarcimento del danno di 5mila euro. Il giudice ha anche stabilito la non menzione nel casellario giudiziale. Per leggere le motivazioni bisognerà attendere 90 giorni. La difesa ha annunciato che farà appello alla sentenza

La donna, costituitasi parte civile, è assistita dall’avvocato Federico Fischer del foro di Bologna, ieri sostituito in aula dall’avvocato Niccolò Baldelli, del foro di Bologna.

Il servizio sulla Voce del primo maggio

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