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IL LUTTO

Duomo stracolmo per l'ultimo saluto a Giorgio Marassi

Commovente l'ultimo saluto al noto politico di Rovigo, ex presidente del Cur, che è morto improvvisamente giovedì scorso. "Giorgio era il fratello che no ho mai avuto", ha detto dal pulpito il presidente del consiglio Paolo Avezzù, che era cugino di Marassi. Tantissimi a rendergli onore, tra cui il primo cittadino Massimo Bergamin con la fascia tricolore.

 C'erano amici fuori dal sagrato del Duomo e la chiesa stracolma, oggi pomeriggio 16 luglio, per l'ultimo saluto a Giorgio Marassi, il noto politico di 68 anni, che è venuto a mancare tragicamente giovedì scorso.

A officiare la messa don Angelo Gianesella, che ha citato un passo del vangelo per raccontare della morte fulminea del noto rodigino, che era stato presidente del Cur. "Sono passato passato e c’eri, sono ripassato e non c’era più. La stessa cosa è successa a Giorgio che è morto rapidamente". E ha continuato: "Sono tribolato ma non schiacciato sono sconvolto ma non disperato, perché Giorgio è andato in paradiso”

La moglie Daniela, la figlia Ilaria e la cara sorella Silvia hanno ricevuto la vicinanza del sindaco Massimo Bergamin, giunto in Duomo con la fascia tricolore, dunque in veste ufficiale. Moltissimi i politici, infatti Marassi, era da poco rientrato in Forza Italia.

Commovente il ricordo del presidente del consiglio Paolo Avezzù, che dal pulpito ha detto "Per me Giorgio era più di un parente, era un amico, era il fratello che non ho mai avuto". E ha ricordato: "Avevamo sempre condiviso tutto insieme. Lo seguivo quando faceva sport, al Cur insieme abbiamo lavorato per farne un fiore all'occhiello per la città. Era il mio riferimento numero uno. Con lui prendevo la prima e anche l’ultima decisione".

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