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Ecoambiente

“Il cda costa meno del precedente, adesso siamo pronti a querelare”

Dura replica del consiglio di amministrazione alle polemiche sui rimborsi.

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La replica è secca e durissima. E adesso le polemiche sui rimborsi spese del cda rischiano di trasferirsi in un’aula di tribunale, perché il cda della società contesta in primo luogo le cifre, e poi la lettura che di queste si è voluta dare.

I costi complessivi dell’attuale consiglio di amministrazione sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli percepiti dal precedente direttore generale, figura soppressa dall’assemblea dei soci del dicembre 2016 e sostituita con quella dell’amministratore delegato, a cui spettano le medesime funzioni e responsabilità”. 

Con queste parole, il cda di Ecoambiente replica dunque alle accuse rivolte dai consiglieri comunale rodigini Silvia Menon e Ivaldo Vernelli, che avevano polemizzato sui rimborsi chilometrici percepiti, in particolare, dall’ad Ivano Gibin. Un attacco in cui - dicono da Ecoambiente - si riportano “dati errati e fuorvianti”. E per questo l’azienda non esclude di “promuovere ogni iniziativa legale a tutela dei propri organi e della propria immagine”. Insomma, l’azienda pubblica di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Polesine potrebbe querelare Menon e Vernelli.

“I rimborsi chilometrici - chiariscono da Ecoambiente - sono stati calcolati con riferimento a quanto pubblicato nel sito del ministero dei Trasporti e parametrati ad un quinto del prezzo al litro del carburante moltiplicato per i chilometri percorsi. Più in generale, gli amministratori di Ecoambiente percepiscono compensi che osservano i limiti stabiliti dalla legge finanziaria per il 2017 (80% del compenso complessivamente sostenuto per il 2013) nonché le indennità spettanti ad amministratori pubblici locali (nella misura massima del 70%)”.

“Del tutto arbitrario e strumentale - continuano dall’azienda - è considerare la sola indennità chilometrica e non il trattamento economico complessivamente percepito dall’organo amministrativo, riferimento indicato anche dalla Corte dei Conti nonché dalla normativa di settore. E’ evidente un notevole risparmio rispetto al precedente assetto amministrativo”.

Unico fine dell’attacco, per Ecoambiente, “appare quello di ingenerare un discredito sul consiglio di amministrazione di Ecoambiente ed in particolare sulla professionalità di uno dei suoi componenti, Ivano Gibin , definito come ‘esperto per esempio in turbine’ senza considerare che la scelta è stata determinata in considerazione delle sue qualità personali e manageriali nonché della sua capacità di delineare gli obiettivi aziendali in relazione ai mezzi a disposizione”.

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