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Grandi quantità di piombo e alluminio nell'Adige: ecco perché l'acqua non è potabile

Sono piombo e alluminio i due metalli ritrovati in "grandi quantità" nell'acqua attinta dall'Adige e che stava per finire nell'acquedotto di Rovigo. Si sospetta uno sversamento. Intanto non bevete quell'acqua!

Grandi quantità di piombo e alluminio nell'Adige: ecco perché l'acqua non è potabile

L’acqua c’è, ma non bevete. Che detta nella notte di Halloween è quasi peggio di “dolcetto o scherzetto”. Anche perché lo “scherzetto” è andato avanti per un’intera giornata: l’acqua c’è; l’acqua non c’è più; l’acqua ritorna ma non è potabile.

E nessuna risposta concreta alla vera domanda che tutti si sono fatti in queste ore: perché a Lendinara e Cavarzere è potabile e a Rovigo no? Tutti pescano dallo stesso Adige, che è inquinato ma evidentemente non del tutto. La differenza sta solo nel potabilizzatore. Quelli di Vescovana e di Cavarzere hanno svolto fino in fondo il loro lavoro. Quello di Boara no. I “loro” sono moderni. Il “nostro” no.

Sul perché ci sarà tempo e modo di parlarne. E anche a lungo. Così come sul giallo delle grandi quantità di piombo e alluminio che sono finite nelle acque dell’Adige, prima, e nei rubinetti di Rovigo e di altri otto comuni subito dopo. Non sarà che nel tratto da Trento al Polesine qualcuno ha fatto il furbo? Non sarebbe la prima volta.

In tutto questo resta la grande rabbia di 75mila polesani che si sono ritrovati senz’acqua per quasi 30 ore. E che adesso hanno dei dubbi seri su quella che esce dal rubinetto. Altro che scherzetto...

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