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Viabilità

“In autostrada limiti a 150 km/h”

La proposta della Lega per snellire il traffico e velocizzare i tempi di percorrenza. Morelli (presidente di Commissione alla Camera): “Ma solo nei tratti più sicuri”.

Spenti anche gli ultimi: da mezzanotte niente più Tutor in autostrada

Il tutor in A13, fra Occhiobello e Ferrara nord

Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli propone di innalzare i limiti di velocità in Autostrada a 150 km orari. Attualmente il limite è 130 km/h.

"Il ragionamento - ha spiegato il leghista, consigliere comunale di Milano, al giornalista del Corriere della Sera, Marco Cremonesi - è che gli strumenti di sicurezza stradale, attivi e passivi, hanno fatto tanti e tali passi avanti negli ultimi decenni per cui ha poco senso mantenere in vigore quei limiti oggi che i rischi sono connessi a comportamenti diversissimi". Morelli ha poi aggiunto: "Vogliamo consentire di arrivare a 150 km all'ora sulle tratte autostradali di massima sicurezza, e cioè quelle coperte da tutor, con tre corsie per ciascun senso di marcia e asfalto drenante".

Secondo Morelli il traffico diventerebbe più scorrevole e i tempi di percorrenza più rapidi per tutti... “E poi, vogliamo dirlo? - ha detto - La libertà di muoversi, fatta salva la sicurezza, in maniera meno legata". "Il punto vero è che oggi il problema è diventato la distrazione alla guida", ha spiegato il presidente della Commissione, "in nove casi su dieci significa l'utilizzo di cellulari. In realtà, ne ero già convinto: da motociclista ogni santo giorno mi tocca mandare a quel paese qualcuno che al volante fa stranezze pericolose con in mano il cellulare. C'è persino gente che guidando guarda i film sui tablet. Per questo stiamo studiando misure della massima incisività".

Il leghista dice di averne già parlato con gli alleati di governo, vale a dire il Movimento Cinque Stelle: "Loro sostengono che una cosa del genere si presterebbe a grandi strumentalizzazioni. In pratica, dicono, ogni incidente ci verrebbe messo in conto, a dispetto delle buone ragioni del provvedimento". A questo punto non resta che aspettare il confronto tra i due partiti di governo e l’apertura del dibattito parlamentare.

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