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SANITA’

I veterinari sono sul piede di guerra

Il servizio dell’Ulss 5 proclama lo stato d’agitazione: “Siamo contro il disegno di legge regionale”

I veterinari sono sul piede di guerra

Stanchi, esasperati, adesso i veterinari dell’Ulss 5 alzano la voce e minacciano di incrociare la braccia. Una norma regionale che va a scavalcare il contratto nazionale, pesanti carenze d’organico e la richiesta (finora inascoltata) di aprire un tavolo di confronto con Venezia. Queste le motivazioni che hanno spinto la Fvm (Federazione regionale medici e veterinari) a proclamare lo stato d’agitazione a partire da lunedì 10 dicembre. Una decisione drastica, ma inevitabile per una situazione che si protrae da tempo. “Lo stato d’agitazione - affermano dal sindacato - si concluderà, qualora non vi sia la volontà di chiudere il contenzioso che si trascina da oltre un decennio, con la proclamazione di uno sciopero della categoria”.

Lo stato d’agitazione si concretizzerà con l’astensione da prestazioni veterinarie in orario straordinario, con il mancato utilizzo del proprio mezzo di trasporto per attività istituzionali.

Il dottor Enrico Tammiso, dirigente del servizio veterinario dell’Ulss 5, esprime tutto il malcontento dei colleghi: “Siamo contro il disegno di legge regionale, che mira a modificare l’orario diurno dei dirigenti, non più con fascia oraria dalle 7.30 alle 19.30, ma con il lavoro distribuito nell’arco delle 24 ore, per impiegarci così nell’arco dell’intera giornata”. Tammiso scuote la testa: “Questo disegno di legge non ci può stare bene, il contratto nazionale è ben diverso, di notte si supplisce alle emergenze con la reperibilità notturna, su richiesta di quelli che hanno bisogno dell’attività ispettiva, come controlli delle carni o nel settore ittico”.

I veterinari promettono battaglia, non si arrenderanno tanto facilmente: “Abbiamo chiesto un incontro alla Regione e rimaniamo in attesa di un tavolo di confronto - incalza Tammiso - lo sciopero rimane l’ultima ratio, già nelle due assemblee sindacali di lunedì a Rovigo e Adria affineremo le nostre strategie”.

Lo stato d’agitazione proclamato è l’occasione, tra l’altro, per portare alla luce altre problematiche che affliggono il servizio sanitario: “Abbiamo delle gravi carenze d’organico - sottolinea Tammiso - con l’accorpamento delle Ulss e la nascita dell’Ulss 5 i veterinari sono diminuiti, tra pensionamenti e cessazioni del rapporto lavorativo. Prima nel Basso Polesine si suppliva alle difficoltà d’organico con le assunzioni a progetto, poi questi contratti non sono più stati rinnovati”. Conclude Tammiso: “Con le festività natalizie aumenta l’attività e ci sarebbe bisogno dei controlli ispettivi, penso al settore della molluschicoltura nel Delta, tra i primi a livello nazionale”.

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