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SPORT ESTREMI

Iron man si racconta al Paleocapa

Il runner ai giovani studenti: “Corro da quando avevo 7 anni. Bisogna prefissarsi degli obiettivi”

Iron man si racconta al Paleocapa

Paolo Venturini

Un’atleta straordinario è arrivato in città. Stiamo parlando di Paolo Venturini che nel mese di gennaio ha raggiunto il traguardo della sua ennesima sfida. L’atleta patavino, classe '68, ha corso per 39 chilometri ad una temperatura di -52 gradi, tra Tomtor e Oymyakon, in Siberia, il villaggio abitato più freddo al mondo; una sfida incredibile intitolata “Monster Frozen” che ha portato a termine in 3h 54' 10” dopo una preparazione lunga ben un anno e mezzo. Un'impresa a limiti dell'impossibile che sottolineano la forte determinazioni di Paolo Venturini nel volersi cimentare con le condizioni più estreme della natura. Nel 2014 fu protagonista del progetto “Maximum Quota”.

In questo caso il runner ha corso per 231 chilometri andando dal livello del mare fino a quota 5,500 metri, ai piedi del vulcano Chimborazo. Dalla massima quota passerà poi alla massima temperatura con il progetto “Maximum Temperatus” che lo porterà a correre per 75 chilometri attraverso il luogo più caldo della terra che, in quei giorni, registrava 67 gradi sopra lo zero. Tutte avventure estreme che ieri Paolo Venturini ha prima raccontato agli studenti presenti all'Auditorium del Liceo Paleocapa, mentre nel tardo pomeriggio è stato in Accademia dei Concordi per un incontro aperto a tutta la cittadinanza.

Un doppio evento che è stato organizzato da Panathlon Rovigo con la Uisp Comitato Territoriale di Rovigo e Asd Run It, in collaborazione con “Il Circolo”.

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