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Stallo nazionale, in attesa del voto

Piergiorgio Cortelazzo “tutto in stand by”. Zes: “Fanno bene in sindaci a essere imbufaliti”. Editoria: “E’ uno dei costi della democrazia”

Stallo nazionale, in attesa del voto

Autonomia, “una presa in giro”, province, “così è un aborto”, Zes, “è un blocco su tutto a prescindere”. Piergiorgio Cortelazzo, ieri era al lavoro alla Camera dei deputati e da lì ha descritto l’atmosfera che si respira nel governo e in tutta Italia, di stallo e di attesa. “Qui - spiega - è il tutto contro tutti. Speriamo che arrivi presto il 26 maggio, perché indipendente dal fatto che ci troviamo all’opposizione, noi siamo disposti a votar i temi che sono nel contratto politico con cui Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si erano trovati. Il problema è che qui è una disputa continua, non un governo che governa sul serio, con una maggioranza decisa”.

A patire dall’autonomia. “Una presa in giro. Dell’intesa sull’autonomia delle regioni che hanno votato il referendum in maniera plebiscitaria e chiara, non c’è traccia - dice Cortelazzo - è imbarazzante come la maggioranza di governo si rimpallino la questione senza prendere decisioni. E’ una colossale presa in giro. Dal 27 maggio si capirà se si potrà risorgere o defungere completamente. Così ripeto, è solo una presa in giro”.

Anche sulle province le posizioni dei gialli e dei verdi sono discordanti. Da una parte Di Maio è per l’abolizione. Risponde il Carroccio, che vorrebbe l’elezione diretta delle istituzioni. Posizione che trova sponda in Forza Italia. “Le Province esistono e hanno funzioni e rappresentanza - è la posizione del deputato - ma così come sono state riorganizzate è un sistema sclerato è giusto che avendo competenze e funzioni sia il popolo a decretare a chi spettano. Ma dico che la responsabilità di questo ‘aborto’ è la maggioranze del governo precedente”.

Il “Salva Roma”, poi, ha fatto saltare i nervi a molti. “Ci sono tanti altri comuni che sono in difficoltà economica e finanziaria e anche se Roma è la capitale, ci sono 8mila comuni che hanno le stesse difficoltà - è la posizione di Piergiorgio Cortelazzo - non si capisce come il governo verrà fuori da questo impasse”.

Un tema che tocca particolarmente il nostro territorio, con sindaci che hanno annunciato azioni eclatanti a Roma è l’inspiegabile blocco della Zes, la zona economica speciale. In realtà, è l’interpretazione plausibile di Cortelazzo, “Tra Lega e Ms5 è tutto un blocco a prescindere. Non è solo un tema specifico rispetto a un altro. Ricordo che la Zes è uno strumento e un’opportunità di crescita per tutto il territorio, in grado di catalizzare e recepire nuovi investimenti, e prevedere incentivi e sgravi fiscali. Se il governo fa perdere questo treno, vuol dire che una fetta importante del nostro territorio verrebbe a perdere l’opportunità di crescita e di farcela da solo. Hanno ragione i sindaci a minacciare azioni eclatanti”.

Infine, il tema dei tagli all’editoria. Anche qui stallo su due posizioni e anche qui convergenza tra Lega e Forza Italia: “Pericolosissimo il taglio all’editoria. C’è una volontà da parte del Ms5 di condizionare a livello politico. Togliere le risorse che per l’editoria ci sono sempre state, significa far morire la comunicazione locale. Quella che di mattina, appena uno sfoglia il giornale va a cercare. E’ far morire l’interese per il proprio territorio. Il locale, con un bacino limitato e i costi di distribuzione, non ce la fa. E’ uno dei costi della democrazia. E se c’è democrazia c’è libertà di stampa”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 15 maggio

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