you reporter

Il segreto per una carriera brillante? Specializzazione e formazione continua. Il caso di manager ed esperti in finanza e controllo

Il segreto per una carriera brillante? Specializzazione e formazione continua. Il caso di manager ed esperti in finanza e controllo

Investire nella formazione continua a rappresentare la via più sicura per semplificare l'accesso al mondo del lavoro e porre le basi per una brillante carriera? Nonostante le avverse condizioni del mercato del lavoro italiano, ancora oggi la risposta rimane la stessa: sì.

La formazione di stampo altamente specialistico rappresenta senza dubbio un ottimo biglietto da visita, ma come dimostra l'esperienza di successo delle Business School italiane, la vera chiave consiste nell'ideare percorsi capaci di rispondere alle esigenze delle aziende, definendo figure in possesso delle competenze necessarie per un'immediata immissione in ruolo.

Spicca ad esempio l'interessante caso dei master in finanza, fiore all'occhiello dell'offerta formativa delle Business School che nel corso del tempo hanno saputo imporsi come scelta d'elezione per il coronamento del percorso di studi dei giovani dottori in economia e materie affini, nonché come strumento di perfezionamento e ampliamento delle conoscenze per i professionisti già immersi nella realtà della vita aziendale o della consulenza.

Dirigenti e consulenti manageriali stanno vivendo una fase di grande crescita della domanda e delle prospettive di carriera, dopo il tracollo occupazionale verificatosi durante gli anni della crisi, quando tra fallimenti, dimissioni e licenziamenti, il tasso di disoccupazione della categoria era lievitato di oltre 10 punti percentuali.

Le figure manageriali che oggi vanno affermandosi sono caratterizzate da una formazione settoriale e altamente approfondita, incentrata non solo su una conoscenza profonda degli aspetti teorici sottesi alle complesse discipline finanziarie e del controllo di gestione, ma anche dei metodi di lavoro, degli strumenti pratici e delle skill operative indispensabili per destreggiarsi in un ambito professionale tanto dinamico e sfaccettato. I piani di studio ideati dalle Business School cercano proprio di rispondere a queste esigenze: i discenti partecipano a lezioni frontali in aula alla presenza di esperti, manager e professionisti pronti a condividere il know-how acquisito negli anni, quindi, mettono alla prova quanto appreso attraverso esercitazioni, simulazioni di casi reali, analisi di case study e laboratori pratici incentrati sull'utilizzo di quei software e tool informatici divenuti indispensabili per una gestione funzionale delle mansioni di routine.

Fulcro del successo dei corsi erogati dalle Business School è la ricchezza dei programmi, che nel caso simbolo dei master in finanza spaziano dalla conoscenza e dallo sviluppo di capacità operative circa lo studio e la costruzione di modelli per l'analisi di bilancio, il controllo di gestione, le operazioni di finanza straordinaria e il business planning, fino ad arrivare all'apprendimento delle logiche e dei meccanismi del Treasury Management, attraverso numerose esercitazioni pratiche in aula. Così, al termine del percorso di specializzazione, il giovane laureato padroneggia strumenti e skill che lo rendono autonomo e capace di inserirsi all'interno di realtà di qualunque dimensione e settore, mentre il professionista ha la possibilità di aggiornare le proprie competenze, espandere il proprio campo di attività e sviluppare nuovi metodi operativi puntando ad avanzamenti di carriera.

Il modello formativo proposto nell'ambito di questi master di specializzazione si pone come obiettivo quello di creare un ponte tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro, ad esempio sostenendo i dottori freschi di laurea nella definizione della propria figura professionale, un aspetto fondamentale per destreggiarsi nell'odierno mercato del lavoro, ma, allo stesso tempo, uno dei punti critici rispetto ai quali la scuola e l'università italiana, sino ad oggi, non hanno saputo rinnovarsi e adattarsi ai tempi.

Grazie al miglioramento dello stato dell'economia italiana, all'incremento della fiducia di imprese e consumatori, alla ripresa degli investimenti e alle competenze di figure professionali sempre più attente all'importanza della formazione continua e dell'aggiornamento delle conoscenze, il numero dei manager e dei dirigenti registrava lo scorso anno un incremento del 1,2%, peraltro con un importante aumento del numero delle donne che occupano posizioni di vertice all'interno delle imprese della penisola. Per l'immediato futuro, gli esperti e le associazioni di categoria prevedono un ulteriore boom della domanda di consulenti manageriali: sull'onda delle innovazioni e dei cambiamenti a livello di metodi produttivi e organizzazione aziendale derivanti dai nuovi strumenti digitali, persino le PMI a gestione familiare negli anni avvenire si troveranno di fronte all'esigenza di delegare a professionisti in possesso del dovuto know-how la gestione dei complessi processi della "Digital Transformation".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl