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Delta, via Benuzzi. Ritorna Tiozzo

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Eugenio Benuzzi

ROVIGO - Lorenza Visentini sta emulando Maurizio Zamparini: così lontani, così vicini. Il patron del Palermo è famoso per la sua facilità nell'esonerare gli allenatori, ma negli ultimi 18 mesi si deve togliere tanto di cappello. A Rovigo sta infatti scoppiando la Zamparini-mania, visto che domenica è saltata la terza panchina della stagione e ora ci si appresta a dare la quarta a Luca Tiozzo. Altro benservito, altro cambio, perché al Gabrielli le panchine sono girevoli.
Da quando Fabrizio Zuccarin non è più l'allenatore del Delta, quella panchina sembra aver ricevuto una maledizione. In casa deltina fino a poco tempo fa non sapevano neanche cosa volesse dire esonerare un allenatore. Fino al novembre 2013 c'era solo lui: sir Alex Zuccarin, l'uomo venuto dalla campagna capace di guidare una squadra di paese dalla Prima categoria alla Lega Pro. Un tecnico capace di conquistare quattro promozioni senza nemmeno una retrocessione in 13 anni ininterrotti sulla panchina del Delta.




Ma da quando se ne è andato lui, la famiglia Visentini è stata costretta a cambiare ben cinque volte allenatore in meno di un anno e mezzo. Si è partiti con Favaretto, mister che non è riuscito solo per un pelo a mantenere la squadra di Porto Tolle tra i professionisti. E’ ancora negli occhi dei tifosi la disastrosa sfida play out con il Forlì, il gol di Djuric ha condannato il Delta alla discesa degli inferi. A quella Serie D mal digerita da tutti, a una stagione di sofferenze con un continuo andirivieni di allenatori, senza un punto di riferimento per i giocatori. Qualche mese fa circolavano con insistenza i nomi di Andrea Orecchia, tecnico navigato ed abituato alla categoria, e di Carmine Parlato, maestro delle promozioni. Soprattutto il tecnico campano avrebbe fatto comodo a questo scombussolato Delta. Parlato, infatti, ora si ritrova con un piede e mezzo in Lega Pro con il suo Padova, grazie alla cavalcata trionfale nel girone C. Perché non considerare un allenatore che a Rovigo aveva lasciato ottimi ricordi? E’ l’interrogativo che si pongono moltissimi tifosi e addetti ai lavori.

{{*ExtraImg_34752_ArtImgRight_300x199_Lorenza Visentini molto perplesse dopo lo 0-0 col Fidenza}}
Dopo il caso ripescaggio scoppiato in estate, si è invece puntato sull’emergente Tiozzo per risalire immediatamente dalla D alla Lega Pro. Ma l’ex preparatore atletico, alla prima esperienza da allenatore, è stato cacciato dopo due mesi (salvo ripensamenti), passando poi per Alessandro Rossi (che se ne è andato per scelta propria) e finendo per Eugenio Benuzzi, la cui esperienza sulla (maledetta) panchina del Delta è durata meno di tre mesi. Con risultati sconcertanti e un andamento da play out. Al suo posto è tornato Luca Tiozzo, che non vedeva l'ora di riprendere in mano la sua squadra. Il tecnico chioggiotto, al momento dell’esonero, si trovava appena tre punti dietro al Rimini. Adesso la corazzata romagnola è distante anni luce dal Delta Porto Tolle Rovigo.


Il bilancio di quest'ultimo anno e mezzo, ma in particolare della stagione in corso, deve far riflettere. Cambiare un allenatore in corsa ci sta, è nella normalità delle cose. Ma che si arrivi alla quarta gestione diversa con ancora otto giornate da giocare è di sicuro un record. Senza dimenticare che tra le tante teste saltate, c'è pure quella del ds Fabio Artico, il costruttore di questa squadra, cacciato in malo modo a novembre dopo una sconfitta. Come se fosse stato lui a decidere chi mandare in campo.


Meglio stendere un velo anche sul calciomercato di riparazione (praticamente non pervenuto), con il goleador Cozzolino partito verso Marano e mai rimpiazzato. Quella che era una macchina da gol nel girone d’andata, ha subito una metamorfosi preoccupante, senza riuscire a segnare nemmeno un gol alle difese ballerine di Romagna Centro e Fidenza.


La dirigenza si è mostrata troppo avventata in alcuni casi, tardiva in altri. Il trasloco da Porto Tolle a Rovigo ed il mancato ripescaggio hanno di sicuro minato gli equilibri di un ambiente che fino a qualche anno fa era un'isola felice. Il Delta di oggi sembra una pentola a pressione, pronta a scoppiare ogni qualvolta le cose si mettono male. E tutto questo non aiuta certo a raggiungere il calcio che conta.

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