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Mondiali di atletica in Colombia <br/> l'esperienza di Emma Girardello

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CALI' (Colombia) - Un’avventura da brividi. Emma Girardello racconta la sua bella esperienza ai Mondiali di atletica leggera (categoria Allievi) disputati con la maglia azzurra a Calì, in Colombia.


“Qualche giorno fa ho partecipato ai campionati del mondo di atletica leggera Allievi, in Colombia a Cali. Sin dall’atterraggio nell’aeroporto colombiano, ho intuito che l’avventura mondiale doveva essere un qualcosa che avrei ricordato per tutta la vita”. L’accoglienza è subito speciale: “Durante la discesa dalla scaletta del velivolo, siamo stati accolti come delle star, con un drappello di tifosi locali ad applaudirci, in mano bandierine dei colori italiani, e flash di fotografi della stampa locale ad immortalare la nostra discesa. L’emozione per questa accoglienza inaspettata era così grande da farmi sentire il cuore in gola. Siamo saliti su un pullman riservato alla nazionale italiana scortati fino all’hotel dove avremmo alloggiato. Lo sbigottimento di tutti noi è stato enorme: restammo per qualche secondo a bocca aperta nell’ammirare quanto fosse lussuoso l’hotel nel quale avremmo soggiornato per tutta la durata della trasferta mondiale. Le piscine erano ovunque, sia dove si faceva colazione e pranzo, sia dove si cenava. Se non guardavi dove mettevi i piedi ti ritrovavi in acqua senza accorgertene. Il recupero fisico non è stato semplice per via delle sette ore di fuso orario rispetto all’Italia, comunque avevo abbastanza tempo per riprendermi fino al 16 luglio’15, il giorno della batteria dei 100 metri”.



Emma Girardello aggiunge: “Una volta al giorno, poteva essere di mattina o di pomeriggio, mi recavo insieme ai connazionali, al campo di allenamento, adiacente allo stadio olimpico ‘Pascual Guerrero’. Lì avevo la possibilità di conoscere gli atleti miei coetanei di altre nazioni, ci scambiavamo qualche parola e chiudevamo la conoscenza con l’immancabile selfie. L’emozione più grande l’ho provata quando io ed Annalisa, la mia compagna di squadra nei 100 metri, durante lo stretching ci siamo trovate vicine ad alcune atlete della nazionale americana, presentate e date la mano, e nel farlo una di loro ci dice: piacere Cadence… nell’udire quel nome, mi è venuto un brivido lungo la schiena! Avevo appena conosciuto Cadence Hill, l’atleta che qualche settimana prima aveva stabilito il record del mondo allieve correndo con un tempo incredibile di 10” 98, e qualche giorno più tardi si sarebbe laureata campionessa del mondo allieve, sia nei 100 che nei 200, un vero fenomeno! La foto con Cadence fu inevitabile.



Tra un allenamento e l’altro, arriva il 16 luglio: “E’ il giorno del mio esordio mondiale, alle 11.05 ora locale la quinta batteria e la sesta corsia - spiega l’adriese - A dire il vero, mi sentivo tranquilla, forse non mi rendevo pienamente conto di dove ero e di cosa stavo facendo, era strano che mi sentissi così, sinceramente non mi era mai successo che non riuscissi ad ‘esserci’ con la testa”. Le emozioni sovrastano tutto: “Sui blocchi di partenza, non riuscivo a concentrarmi sullo starter, con lo speaker che parlava e sovrastava il giudice di partenza - svela la giovane - infatti sono uscita dai blocchi non per aver udito lo sparo, ma per aver visto le avversarie muoversi, ero confusa! Il tempo di reazione allo sparo fu ovviamente altissimo, sui blocchi ero come ipnotizzata, non è facile spiegare cosa mi sia preso. Purtroppo questo ritardo alla partenza della gara, il mio primo 100 mondiale, ne aveva compromesso l’esito. Pur recuperando con il mio lanciato ho chiuso al traguardo in 12” 02 non abbastanza per la semifinale, che era alla mia portata, visto che bastava un tempo minimo d’ingresso di 11” 96”.



Un pizzico di delusione rimane inevitabilmente: “La mia partecipazione ai mondiali di Calì è stata ugualmente un'esperienza fantastica, nonostante la mia gara sia stata una delle peggiori della stagione. La delusione per questo risultato mancato è tanta, ma grazie ai miei compagni di team Italy non ha influito troppo sulla valutazione complessiva di questa incredibile avventura. È stata una trasferta lunga, dal 9 al 21 luglio, però ho avuto l'occasione di conoscere e di confrontarmi con atleti e allenatori di altre nazionalità. Sicuramente le amicizie sono state una delle componenti più preziose di questa mia prima esperienza extra europea. Ho vissuto grandissime emozioni, al primo posto metto la gioia nell’ assistere e festeggiare l'oro del salto in alto di Stefano Sottile. Non da meno, il fatto di gareggiare in uno stadio con una capienza di 30mila persone mi ha dato una emozione intensa”.



Il tecnico, Domenico De Stefani senza voler trovare le scusanti, facili da tirar fuori quando non si ottengono i risultati sperati, ricorda che le condizioni fisiche di Emma non erano certamente quelle di Milano, in occasione dei campionati italiani individuali allievi, in cui sfoderò quel sensazionale 11” 75, la terza prestazione italiana Allieve di sempre. La giovane adriese, causa un affaticamento” muscolare ai flessori della coscia destra, dopo Milano ha dovuto osservare una settimana di assoluto riposo con cure fisioterapiche al centro Equipe. La ragazza ha ripreso ad allenarsi con cautela, riuscendo a farlo con la giusta intensità e continuità la sola settimana durante il raduno di Formia qualche giorno prima della trasferta mondiale. Certamente un pizzico di fortuna avrebbe giovato, ma si è tutti fiduciosi in un prossimo risultato.

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