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Dopo la cacciata Tiozzo si sfoga <br/> "Il Delta non è una famiglia"

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ROVIGO - Altroché sassolino dalla scarpa: quello che si toglie Luca Tiozzo è un vero e proprio macigno. Dopo tre settimane in cui ha cercato di far sbollire la rabbia, l’ex tecnico del Delta ha deciso di raccontare la sua verità circa il morboso rapporto che lo ha tenuto legato alla famiglia Visentini, fino all’ultimo allontanamento.

Parla di mancanza di rispetto il 34enne chioggiotto, lasciato a casa a suo dire senza motivo dopo che aveva rinunciato a diverse offerte, alcune molto importanti, per rimanere al Delta. E per dimostrare la sua sfiducia nei confronti della famiglia Visentini, parla di una firma “tarocca” che sarebbe stata posta sul suo contratto nella stagione scorsa.

Accuse di un certo peso, ma andiamo con ordine. Dopo una prima riconferma, a inizio luglio Tiozzo riceve il benservito dal Delta, in circostanze che ancora oggi è difficile decifrare. Così l’allenatore racconta la sua versione: “L’11 giugno, appena dopo l’ultima gara play off, il presidente mi ha riconfermato a voce, dicendo di volermi al centro del progetto. Ci siamo stretti la mano e abbiamo buttato giù due nomi per il mercato”. Tutto è filato liscio per una decina di giorni, fino a che Tiozzo, parlando di mercato con la stampa, avrebbe irritato il patron. “Ho fatto i nomi di Santi e Beccaro, nomi che erano già usciti sui giornali per cui non c’era niente di nuovo. Lorenza Visentini mi ha accusato di far saltare le trattative e di interferire sul mercato. Ma non era vero: alla fine Beccaro non è andato al Delta perché sono saltato io”. Da lì in poi il rapporto si incrina. “Non ho più ricevuto telefonate dalla dirigenza, ho chiesto un incontro ma dopo un primo sì, mi è stato negato. Sui giornali si inizia a parlare di esonero e così chiedo spiegazioni alla dg, la quale mi risponde che di esonero non si può parlare perché non avevo firmato nessun contratto. Il ché è vero perché avrei potuto sottoscriverlo solo dal 6 luglio in poi”.


Alla fine Tiozzo scoprirà della rottura definitiva solo dalla carta stampata. “Non una chiamata, non un messaggio”. Alla conferenza stampa di presentazione di Bagatti, Lorenza Visentini archivierà la questione parlando di “problemi caratteriali e mancata collaborazione con la società”.

“Ma quali problemi caratteriali - sbotta Tiozzo mostrando con orgoglio gli sms pieni di belle parole ricevuti dai suoi ex giocatori - ho avuto sempre ottimi rapporti con tutti. Dicono che lo spogliatoio con me fosse diviso, cosa assolutamente falsa. La cosa che mi fa più male è che mi hanno mancato di rispetto non come professionista, ma come uomo. Perché per colpa della famiglia Visentini oggi Luca Tiozzo non ha un lavoro. Finita la stagione ho ricevuto cinque o sei proposte, tutte di Serie D e una di Eccellenza (l’Adriese, ndr). Potevo andare al San Marino, società che punta alla Lega Pro, e so che mi voleva anche il Piacenza. Ma ho rifiutato per sposare il progetto Delta e sinceramente oggi mi mangio le mani. Mi hanno mancato di rispetto lasciandomi a casa a inizio luglio, quando ormai tutte le panchine sono coperte”.



Tiozzo rincara la dose: “Molti dicono che il Delta è una società perbene, una bella famiglia… Ma dopo quattro anni lì mi sento di dire che per me non è una famiglia. E’ solo la famiglia Visentini. Tutto è rimesso alla volontà di pochi. Parlano tanto di rispetto dei ruoli, quando erano i primi a sostituirsi agli allenatori mandando messaggi in panchina, su chi far giocare e chi no”. Tiozzo rilegge alcune situazioni della scorsa stagione: “Spesso mi sono ritrovato costretto a prendere in considerazione alcune richieste della dirigenza. E puntualmente quelle scelte incidevano negativamente sui risultati, come il 3-3 al 93’ subito a Este, nella gara in cui poi sono stato esonerato”.


Ma a infiammare la vicenda è il caso della presunta firma falsa nel contratto di Tiozzo 2014-2015. “Io l’estate scorsa non ho firmato nessun contratto, ho sottoscritto solo il tesseramento. A metà ottobre, quando stavo per essere esonerato la prima volta, ho chiesto alla Lnd se avesse ricevuto qualcosa dal Delta. Ebbene mi è stato risposto che sì, il Delta aveva depositato un contratto a mio nome firmato il 18 agosto, giorno in cui ero al campo”. Tiozzo mostra la copia del contratto ricevuta via fax dalla Lnd: “Questa firma non è mia, ne sono sicuro al 100%, è stata fatta da qualcun altro. Io ho firmato solo il tesseramento. A quel punto ho chiesto lumi alla dg Visentini, la quale ha risposto di non saperne niente. Mi sono rivolto all’Aiac, che mi ha suggerito di inviare il documento alla Procura, ma alla fine ho deciso di lasciar perdere per amore del Delta”. Probabilmente anche nella speranza di essere richiamato a guidare la squadra, come successo qualche mese dopo, il mister non ha agito per vie legali. “Sia ben chiaro che il Delta mi ha sempre pagato tutto, ma questa storia la racconto per affermare che non si può avere fiducia in una società come questa. Successivamente ho accettato di rimanere perché volevo restare in D, sapevo a cosa andavo incontro, sapevo che alla prima sconfitta mi avrebbero esonerato ancora, ma io ho talmente fiducia nel mio lavoro che ne sarei comunque uscito più forte di prima”.


Ora l’allenatore Tiozzo si guarda intorno: “Adesso tutte le piazze sono piene, spero che alla prima panchina che si libera possa tornare in sella e dimostrare il mio valore” conclude il coach.

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