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Bomber Emilio Docente si presenta <br/> "Il Delta mi ha convinto subito"

Calcio Serie D

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ROVIGO - Trasferimento perfezionato, Benito Emilio Docente è a tutti gli effetti un giocatore del Delta Rovigo. Arrivato martedì in città, l'attaccante per ora abita a Riccione ma s'è già messo a cercar casa nel capoluogo polesano. A parte Castellani, con cui ha condiviso lo scorso anno la maglia del Forlì, buona parte di tutti gli altri giocatori del Delta li ha conosciuti da avversari.

Il rallentamento sul tesseramento è stato dovuto ad una formalità anagrafica: “Tutto perfezionato, l'inconveniente era stato nel mio nome e il sistema informatico non riusciva a trovarlo. Anche se tutti mi chiamano Emilio, sono tesserato come Benito Emilio Docente”.

Hai già visitato Rovigo?

“Ho fatto un giro per la città rapido, sono andato a cena con la squadra. Mi sembra una città abbastanza carina, molto tranquilla. Al momento, l'importante comunque è che ci sia un campo in cui giocare e della gente che ti venga a seguire”.

Una trattativa lampo, iniziata e conclusa nella notte di lunedì. Cosa ti ha convinto a rinunciare ai Pro per quest'anno?

“La concretezza della società e la volontà della direttrice Lorenza Visentini nei miei confronti. Ho avuto molte proposte ma non riuscivo mai a firmare, non trovavo le garanzie che volevo. Nell'ultimo mese la serie D mi affascinava e il Delta appena s'è fatto avanti m'ha convinto subito”.

Delta che hai affrontato da avversario in Lega Pro, in particolare in finale dei play out...

“In quella partita s'è visto di tutto, una girandola infinita di emozioni e di episodi. Quel gol al novantesimo è stata l'apoteosi, sono stato contento per il Forlì quella volta perchè era la mia squadra e abbiamo mantenuto la categoria, ma adesso sono un giocatore del Rovigo”.

Potresti giocare già domenica al Manuzzi di Cesena contro il Romagna centro?

“Sì, sono già pronto per giocare, la lista è depositata quindi è tutto regolare. A livello fisicio sono al 70% di forma, non lo nascondo, però sono a completa disposizione del mister”.

Centravanti o anche altro?

“Mi adeguo anche a far l'ala, principalmente sono una prima punta di movimento e inserimento. Come giochiamo noi per quello che ho visto fino adesso mi troverò molto bene, se il mister dovesse decidere di schierare l'attacco a tre preferirei stare in mezzo ma se ci dovesse essere bisogno come esterno ci sono. Io e Manuel Pera possiamo comporre una coppia ben assortita”.

Tante squadre con passati gloriosi sono sprofondate in serie D per poi risalire, si può parlare di campionato semi-professionistico come era definito anni fa?

“Il calcio è molto cambiato, di sicuro c'è stato un taglio netto, la Lega Pro in particolare è stata obbligata. Una revisione giusta, deve rimanere in piedi solo chi ha la forza economica, ho vissuto dei fallimenti di società calcistiche in prima persona e sono eventi molto dolorosi".

Tra le grandi squadre cadute c'è anche il Parma, nel vostro girone. I ducali faranno storia a sé o il girone D è stato giustamente definito 'di ferro'?

“Non c'è da guardare solo il Parma, sarà sicuramente l'avversario da battere ma il livello generale del girone è altissimo. Parma è una piazza fortissima, qualche ’aiutino’ arriverà ma ci sono squadre attrezzate a dar fastidio. Non è un campionato che ha già vinto, se la deve giocare con tutte e ovviamente anche con noi”.

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