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Sferra un pugno a un giocatore<br/>e gli provoca un trauma cranico

Una partita di calcio amichevole

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LENDINARA - Un episodio che ha dell’incredibile quello accaduto nel corso di un’amichevole, lo scorso mercoledì sera a Lendinara. Una situazione di quelle a cui nessun appassionato di sport vorrebbe assistere, tantomeno in una partita organizzata proprio solo per giocare, in cui il risultato non conta e, soprattutto, in cui a sfidarsi sono una squadra delle giovanili e una di Terza categoria.

L’amichevole è stata organizzata dall’allenatore della Juniores regionale dell’Union Vis Giovanni Tibaldo, probabilmente con il fine di testare i primi insegnamenti forniti in preparazione al gruppo di ragazzi che da qualche settimana allena, contro una squadra che militerà nel campionato veronese di Terza categoria.


Il fattaccio si sostanzia nel secondo tempo: ad uno dei giovani calciatori della squadra di casa, l’Union Vis appunto, viene sferrato un pugno in testa, che lo lascia a terra per una decina di minuti quasi privo di sensi. Questa la testimonianza del ragazzo: “Durante il secondo tempo stavo marcando un giocatore maturo che ad un certo punto si è girato e mi ha sferrato un pugno sulla nuca. Io sono caduto a terra, per dieci minuti, e sentivo solo le voci. Questo, dopo l'accaduto, non è che si sia pentito e sia venuto ad accertarsi delle mie condizioni, no, ha preso ed è andato via. Sono stato portato dritto in pronto soccorso, dove mi hanno diagnosticato un trauma cranico, e dopo essere stato ricoverato e tenuto sotto il controllo dei medici, mi hanno dimesso. Ora sono a casa in osservazione fino a domenica”.

L’accaduto ha dell’incredibile sia per il fatto in sé, che per il contorno della partita amichevole, che per il comportamento dell’aggressore. Il dirigente di casa preposto ad arbitrare la gara, Leonardo Bergamaschi, aggiunge qualche dettaglio alla storia: “Il tutto è successo in un’azione normalissima, l’aggressore era in possesso di palla e il nostro ragazzo lo stava marcando. Non abbiamo capito il motivo, ma a un certo punto questo ha perso la testa e ha colpito il nostro giocatore lasciandolo a terra e andandosene. Episodio davvero molto spiacevole che ci ha lasciati con un grande amaro in bocca. Se avesse colpito cinque centimetri più in là, verso la tempia, saremmo qui a parlare di una tragedia”.


Senza parole anche il presidente della società lendinarese, Domenico Princi: “Non so nemmeno cosa dire, il contesto dell’amichevole non permette di appellarsi alla giustizia sportiva e sappiamo bene che anche nel caso di una gara ufficiale in questi casi ci si affida alla giustizia ordinaria. Quello che mi sono sentito di consigliare al nostro tesserato e alla sua famiglia è di procedere in questo senso. So che dall’altra società l’autore di questo gesto deprecabile è già stato allontanato, quindi loro il minimo che potevano fare l’hanno già fatto”.

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