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L'arbitro "tifoso" viene assolto <br/> la storia di un giovane fischietto

Il caso

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ROVIGO -Non ha esultato, il caso è chiuso. Un arbitro polesano ha vinto la sua battaglia sportiva e adesso potrà tornare ad accompagnare le squadre verso il centro del campo. Il giovane fischietto Davide Cavallaro, classe ‘92 appartenente alla sezione dell’Aia di Rovigo, è stato assolto dalla Procura federale e da domenica tornerà regolarmente ad arbitrare in Polesine.

Bisogna fare un passo indietro per ricostruire brevemente la vicenda. Gennaio 2014, campionato di Seconda categoria. A Costa di Rovigo si gioca il match Canalbianco-Blucerchiati, una partita scoppiettante terminata sul risultato di 2-2.

L’arbitro, in tribuna nelle vesti di semplice spettatore, viene accusato da due colleghi per aver esultato dopo un gol dei locali. Viene mandata al presidente della sezione Sergio Sica una “segnalazione sul comportamento tenuto dal collega Davide Cavallaro”. Si legge espressamente: “Abbiamo visto il collega scendere di corsa i gradini della tribuna per avvicinarsi alla rete di recinzione, aggrapparsi ad essa ed infine esultare per la marcatura del Canalbianco”.

“A nostro avviso, l’atteggiamento tenuto dal collega è stato in palese contrasto col regolamento dell’Aia e del codice etico della stessa nostra associazione” è un altro passaggio del documento.

Una patata bollente, che finisce nelle mani della Procura federale. Dopo le indagini e le relative testimonianze, Davide Cavallaro viene assolto. E la mamma può finalmente esultare: “Mio figlio già da questa domenica potrà tornare in campo a testa alta - racconta la signora Tiziana Milan - è stato accusato ingiustamente, adesso potrà riprendere il suo percorso arbitrale che dura ormai da otto anni” spiega la mamma.

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