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Lupo, prima riunione regionale per la gestione del grande carnivoro

Ambiente

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Tre gruppi tecnici di lavoro, rispettivamente per le aree della Lessinia, dell’Altopiano di Asiago e del Grappa, per monitorare la presenza del lupo e concertare il piano degli interventi preventivi, e un gruppo politico di confronto tra Regione e sindaci per predisporre le possibili azioni legislative.



Questo il primo passo operativo deciso oggi dal Tavolo regionale di partecipazione ed informazione per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, l'organo consultivo convocato per la prima volta oggi a Venezia dall’assessore all’agricoltura e caccia Giuseppe Pan. L'obiettivo era da un lato quello di mettere a fuoco gli interventi per prevenire predazioni e danni; dall'altro quello di conciliare la presenza dei grandi predatori con le attività dell’uomo.



Il lupo, presente in Veneto dal 2012, nell’ultimo anno ha compiuto 74 predazioni accertate, causando un centinaio di vittime tra ovini, caprini e bovini. Nel 2014 un esemplare di orso sconfinato dal Trentino aveva seminato panico e morte negli allevamenti e nell’abitato dell’Altopiano di Asiago.



La presenza di grandi carnivori è fenomeno relativamente recente, quindi, ma se non correttamente gestito, rischia di causare allarmismi. A questo proposito, sul fronte normativo, il Veneto si sta dando da fare ma gli spazi di manovra sono molto limitati perché il lupo e l'orso sono specie particolarmente protette, tutelate dagli anni ’70 dalla legislazione nazionale e comunitaria.



"Quanto alle azioni di prevenzione e riduzione del danno, nel 2016 la Regione ha stanziano 40mila euro di indennizzi per risarcire gli allevatori della Lessinia delle perdite causate dagli assalti dei lupi - ha ricordato Pan – e ha investito 98mila euro del progetto europeo Life Wolfalps per installare recinzioni elettrificate e dissuasori acustici e sensibilizzare gli allevatori ad adottare alcune pratiche di prevenzione, come la presenza di cani da pastore maremmani abruzzesi”.



Agire sul fronte dell’informazione e della conoscenza e monitorare la presenza di branchi e di singoli esemplari è il primo indispensabile requisito per una prevenzione efficace – ha concluso Pan – Se riusciremo a fare fronte comune a coordinare gli interventi, non ci faremo cogliere impreparati e riusciremo a prevenire e a contrastare possibili assalti predatori".

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