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L’Umbria tra rocche e castelli

Il viaggio

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Umbria, non solo natura ma anche storia e misticismo religioso. I conventi, le abbazie segnate dalla presenza di san Francesco, si susseguono ai piccoli borghi che mantengono intatte l’impronta medievale e richiamano un passato turbolento fatto di guerre e lotte per il potere. Per scoprire la memoria storica dell’Umbria, il modo più suggestivo è quello di percorrere le strade che portano ai castelli, alle rocche. L’itinerario parte dalla Rossa di Casilina a Deruta, località famosa da sempre per le sue ceramiche pregiate.
La sua funzione, fino alla fine del XIV secolo, fu quella di struttura fortificata a protezione dei monaci di San Pietro. Nelle epoche successive essa passò dalla funzione difensiva a quella di luogo di produzione e di trasformazione dei prodotti agricoli e divenne luogo di accoglienza. Dal XVI secolo, venne utilizzata come centro per le attività agricole e le trasformazioni dell’edificio e della viabilità furono fatte in funzione della produzione. Sulle colline che circondano Todi sorge la Palazzetta del Vescovo costruita nel 1763 come residenza estiva del vescovo di Todi, da cui si gode di una vista mozzafiato sull’intero paesaggio. Ristrutturata nel 2006, rispettando le caratteristiche originali, è diventata, in pochi anni, la meta preferita dei turisti desiderosi di fuggire dai ritmi frenetici delle grandi città e vivere in armonia con la dolcezza della natura. A Corciano si erge su un verde colle il Castello della Pieve del Vescovo, così chiamato perché da secoli è proprietà della Mensa Arcivescovile di Perugia. Il castello ha origini trecentesche. Nel Cinquecento, grazie all'intervento di Galeazzo Alessi, venne sottoposto ad un'importante opera di restauro. Il bel maniero, e la cittadina di Corciano piacquero molto al vescovo di Perugia, in seguito Papa col nome di Leone XIII, che nel Seicento trascorse nel castello molti mesi estivi. Dal maggio 2005 il castello è diventato sede del museo Diocesano Diffuso di Pieve del Vescovo. A Gualdo Tadino c’è l’imponente Rocca Flea oggi sede del museo Civico. Il suo nome, derivato dal vicino fiume Flebeo, poi chiamato Feo, compare già in documenti del XII secolo. Con il succedersi delle diverse dominazioni imposte alla città, vi si insediarono dapprima le milizie di Federico Barbarossa, poi quelle del papa e, nel 1208, quelle della guelfa Perugia. Danneggiata dai molti conflitti, venne restaurata da Federico II nel 1242. Riportata al suo precedente aspetto, grazie a recenti restauri e adibita a museo, accoglie oggi nella sala al pian terreno e in due sale al primo piano, nella palazzina Del Monte, reperti archeologici che testimoniano il popolamento di Gualdo Tadino dalla preistoria al Medioevo; nell'atrio e nella stanza al primo piano, è ospitata la sezione ceramica, con opere del XIX e XX secolo; negli ambienti soprastanti la pinacoteca. Un tour nell’Umbria non può tralasciare Assisi dominata dalla Rocca Maggiore, imponente fortezza medioevale. Venne fatta costruire dal cardinale Albornotz nel 1367 con finalità prettamente difensive. La rocca sorse sui resti di un preesistente castello appartenuto ai duchi di Spoleto. La fortezza è stata arricchita con l’allestimento di un Parco Medievale: la Sala delle Armi, la Sala del Banchetto e la Sala della Musica. Nella Torre del Maschio è esposta una mostra fotografica che illustra la più importante e sentita festa laica della città di Assisi, il Calendimaggio.

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